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La Grotta delle Caprelle, o da me detta delle Caprette!

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Grotta delle Caprelle, Camerino (MC)

Armare. La prima volta che sentii questo termine mi venne in mente un esercito in marcia con tanto di fucile in spalla, poi scoprii che le grotte non hanno spalle e nemmeno fucili, quindi non era sicuramente quell’armare.

Successivamente la deformazione professionale: armare come rendere stabile con del ferro una qualche struttura, e in qualche modo questo armare si avvicinava, ma non era proprio quello. Così ho smesso di chiedermi da dove arriva questo armare e ho iniziato a pensarlo associato ad un cavaliere, quando armandolo gli si dava l’investitura.

Ma cosa sono gli armi senza nodi, placchette, anelli, chiavi, moschettoni, cordini, corde, speleologi?! Niente. Ognuno ha il suo compito, svolge la sua funzione ed è essenziale. La non superfluità. Tutto quello che si ha in grotta è indispensabile e allo stesso modo non si ha niente che sia superfluo.

Come i cavalieri partiamo con l’indispensabile per la sopravvivenza e sempre con altri validi combattenti, mai da soli, perché in grotta come in battaglia l’unione fa la forza e in questa giornata, come in tante altre, la mia forza siete stati voi amici speleo.

Un grazie per la giornata a Mirko B. per il suo bel modo d’insegnare, a Marco per la pazienza con i nodi, a Q per la condivisione, a Mauro per la premura, a Tommi per le risate e a Lara per l’attesa!

Sapere che la tua vita e quella di tutti è appesa (letteralmente) al tuo armo, ti mette addosso tanta responsabilità, una buona dose di paura, ma un grande onore, proprio come un cavaliere!

Elisa Pascolini

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