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domenica, Settembre 27, 2026
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Avventura a Frasassi: il richiamo del sottosuolo tra fango, risate e meraviglia

Quando ricevi un messaggio come “Sabato che fai?”, sai che qualcosa di speciale potrebbe accadere. È così che è iniziata la nostra avventura  verso la grotta del Fiume a Frasassi, un’esperienza che ci ha portato oltre il fango, la stanchezza e le difficoltà, regalandoci risate e meraviglie indimenticabili.

La proposta mi arriva da Marco B, un invito semplice che scatena un’ondata di entusiasmo. Avevamo pianificato di fare qualche cosa  ma non  di andare a Frasassi, ma quando Manuel  scrive a Marco  che  andrà con  Eugenio, Alessio e Valeria, il progetto diventa irresistibile. La promessa di vedere zone dove noi non eravamo mai stati prima, accende la curiosità e l’adrenalina.

Appuntamento alle 8:30 al piazzale della Coop. Io e Marco, puntualissimi, scambiamo occhiate complici domandandoci quanto ritardo accumuleranno Sara e Arca. Neanche a dirlo, arriva il classico messaggio: “Ritardiamo di 5 minuti”. Una risata e via, è già chiaro che sarà una giornata piena di buon umore.

Raggiungiamo il bar per una colazione veloce e, per caso, incrociamo il resto del gruppo. Caffè al volo, chiacchiere, battute e una certezza: con Eugenio alla guida, ogni percorso è una sorpresa. Manuel lo riassume perfettamente: “Ragazzi, con Eugenio non si sa mai, se non ce la facciamo, torniamo indietro e via”.

Una volta entrati nella grotta, il caldo ci avvolge subito. Il percorso, inizialmente familiare per me, prende presto una piega inaspettata: imbocchiamo una zona inesplorata per noi. E qui comincia la vera avventura.

Il fango diventa il nostro principale compagno di viaggio, rendendo ogni passo una sfida. A tratti è meglio scivolare volontariamente piuttosto che rischiare di cadere rovinosamente. Lungo il cammino, il gruppo è un misto di esploratori e comici: ogni angolo nascosto e ogni concrezione diventano il pretesto per stupirci e scherzare.

La grotta, con i suoi cunicoli intricati e le sale maestose, sembra un enorme labirinto di meraviglie. Eugenio, con la sua esperienza, ci guida attraverso mille incroci e passaggi, ma la fatica inizia a farsi sentire. Quando raggiungiamo una  risalita, decido di fermarmi. La mia forma fisica e mentale oggi non è al massimo, e preferisco dosare le energie per il ritorno. Mattia rimane con me, e ne approfitto per dedicarmi alla fotografia.

Tiro fuori l’attrezzatura, pesante come un macigno, e mi accorgo subito di un problema: il flash nuovo non parte. Dopo un’imprecazione e qualche tentativo, finalmente funziona. Mattia, paziente, si presta come modello: “Mettiti così, no, aspetta… abbassa la testa… ora alza la luce”. La scena è quasi comica, ma la soddisfazione di catturare quelle immagini uniche ripaga ogni sforzo.

Il ritorno è un susseguirsi di scoperte. Ogni strettoia sembra nascondere una nuova sala, e la curiosità ci spinge a infilare la testa in ogni angolo. In una di queste deviazioni, ci imbattiamo in una saletta concrezionata che termina su un laghetto, un vero gioiello nascosto. Purtroppo, senza corde, non possiamo esplorare in sicurezza.

Quando finalmente usciamo dalla grotta, sono esausto e infangato, ma anche incredibilmente soddisfatto. Provo a pulire l’attrezzatura nel fiume, ma il fango è un avversario ostinato. Intanto, aspetto il resto del gruppo, che emerge un’ora dopo, con facce stanche ma sorridenti.

La giornata si conclude come ogni buona avventura speleologica dovrebbe: con birre e una cena a Gubbio. Seduti al tavolo, infangati e ancora pieni di adrenalina, ridiamo e ricordiamo i momenti più divertenti della giornata. Alcuni avventori ci guardano storto, ma non importa: noi sappiamo perché siamo così felici.

Questa uscita non è stata solo un viaggio dentro la terra, ma anche un viaggio dentro le amicizie costruite negli anni. Ogni risata, ogni passo nel fango, ogni scoperta condivisa rende questa passione unica. Tornerò sicuramente a Frasassi, non solo per finire il giro fatto dagli altri, ma per rivivere quell’emozione che solo il mondo sotterraneo può regalare e per scattare altre foto.

Che dire? Se anche voi ricevete un messaggio con scritto “Sabato che fai?”, non esitate. Potrebbe cambiare il vostro weekend, e forse anche qualcosa di più.

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