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Quella finestra sul Saracco

IMG_507931 agosto 2014

Salone Saracco, Grotta di Monte Cucco, Costacciaro (PG)

È un periodo un po’ particolare questo, dove gli impegni si moltiplicano e spesso si accavallano. Siamo appena usciti dal vortice della Notte Bianca dello Sport di Gubbio 2014, che ci ha impegnati oltremodo con fantastici risultati, in più stiamo preparando gli ultimi dettagli per partire con il Corso di Introduzione alla Speleologia che a breve vedrà altri allievi impegnarci per circa due mesi di palestre, lezioni teoriche e pratiche in grotta.

Come minimo ci vuole un’uscita rilassante in grotta a Monte Cucco!

Siamo cinque alla partenza la mattina: insieme a Mirko c’è il mitico Paffi sempre presente, ma soprattutto c’è il ritorno di Q e di Eli, che dopo tre mesi passati nella vecchia Albione ha voglia di riprendere ad andar per grotte.

Vorrei che l’obiettivo di oggi fosse ambizioso. Forse la zona nuova per scattare qualche foto, ma visti i nostri tempi per fare colazione e per avvicinarci alla grotta, presto capisco che dovremmo ripiegare su qualcos’altro.

Rito della vestizione e via, attraverso la solita strada percorsa mille volte.

Paffi ci apre la strada attraverso i laghetti, il Terni, il Perugia, il Baratro, ecc.

Insieme a Mirko lo raggiungiamo sopra il salone Saracco, e mentre aspettiamo gli altri, l’occhio ci va a finire su un finestrone in parete che tante volte abbiamo notato, ma che mai abbiamo avuto l’occasione di andare a vedere. Così tra qualche peripezia, utilizzando una corda non proprio posizionata benissimo, ci arrampichiamo e ci infiliamo in questo sconosciuto luogo.

L’ambiente è abbastanza ampio, così mentre decidiamo di pranzare, Mirko inizia a scattare qualche foto. Sembrano esserci un paio di vie percorribili, e neanche il tempo di pensare quale intraprendere, Eli si infila in un buco e mi esorta a seguirla.

Una bella condotta, percorsa sicuramente da non più di una o due persone, che prima si restringe, poi si allarga e poi si restringe di nuovo.

Il gruppo si ricompatta, con Mirko in testa che si va ad infilare proprio dove sembra terminare la condotta. Qualche “sgufolamento” ed ecco la frase che tutti volevano sentire: “ragazzi, continua ed è vergine di qua!”.

Eccoci che presi dalla solita euforia esplorativa tutti e cinque ci infiliamo oltre quella nuova strettoia che per circa un’ora di regala solamente una condotta in salita che consente solo di strisciare, alternata ad un paio di strettoie.

La stanchezza comincia a farsi sentire, fin quando i toni dei miei compagni mi fanno pensare che abbiano trovato qualcosa. Siamo arrivati in un ambiente abbastanza ampio, dove partono diverse condotte e un bel meandro, ma soprattutto è percepibile una buona circolazione d’aria.

L’euforia è alle stelle, proviamo a cacciare la testa di qua e di là cercando di capire da dove iniziare, ma purtroppo abbiamo degli impegni serali che ci costringono a prendere la via del ritorno.

Quando finalmente rivediamo il cielo, che nel frattempo si è annuvolato e non promette nulla di buono, discutiamo su quello che faremo.

Torneremo, si torneremo di sicuro e a breve, per vedere dove ci porteranno questi nuovi ambienti, e per rilevarli.

L’unica cosa certa di questa esperienza domenicale, è che puoi fare speleologia per una vita, ma il Cucco non smetterà mai di stupirti.

Marco P.

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