Monti Sibillini (Creste del Redentore e laghi di Pilato).
“Ma chi me l’ha fatto fare?”
La domanda che mi son posta diverse volte prima di partire, idea tanto allettante sebbene ci fossero tutte quelle ore da camminare “…Ma perché?”.
Ero curiosa e allo stesso tempo dubbiosa: percorrere sentieri per otto ore sfidando le proprie forze, ritrovare volti già conosciuti, il caldo clima di gruppo e vedere un bel panorama furono forti motivazioni, ma non volevo essere da ancora al gruppo, se non ce l’avessi fatta?
Ero stata rassicurata, mi son fidata e credo che il desiderio di avventura ha prevalso su tutto.
Appuntamento nottetempo: alle 5.00 presso la coop di Gubbio per proseguire verso Fossato e recuperare un’altra parte del gruppo, poche ore di sonno e tanto entusiasmo.
Colazioni varie ci hanno accompagnato nella strada verso Forca di Presta, dove abbiamo lasciato le macchine. Presentazioni effettuate con chi non avevo avuto l’opportunità di conoscere e via all’impresa!!!
Claudio prende il tempo ed iniziamo a camminare. Ogni passo era una parte di mondo in più svelata, una parola in più a persone tutte da scoprire. Il paesaggio era veramente suggestivo. Sulle Creste del Redentore mi sembrava di toccare le nuvole, le folate di vento le modificavano continuamente, portavano via il mio cappello di “Heidi”, lì ho capito a cosa servisse il k-way.
Eri circondato da una meravigliosa natura: a destra il Piangrande di Castelluccio, il quale mostrava i primi fiori spuntare e “l’Italia” composta da piante varie anch’essa coperta da nubi; a sinistra il Vettore e in basso i laghetti di Pilato.
Ogni compagno mi aiutava a vedere con occhi nuovi, un consiglio e un informazione in più sono state più che gradite.
Ci siamo fermati diverse volte, occasioni buone per mettere qualcosa sotto i denti, i miei infiniti panini! intorno le 13,00 il gruppo si è radunato proprio sopra i laghi a forma di occhiale, non ricordo il nome di quel posto, una bella vista.
Abbiamo iniziato a scendere e risalire per dirigerci verso il parcheggio, le gambe andavano per inerzia.
Un po’ di confusione tra i sentieri del ritorno, nessuno è stato lasciato solo e alla fine tutti abbiamo ritrovato la strada.
Freddo era fuori, caldo era il sentirsi gruppo e gli occhi pieni di meraviglia.
Grazie a tutti voi!!!
Mara


