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L’alba di un nuovo giorno

Foto Tommaso Innocenzi
Foto Tommaso Innocenzi

3 marzo 2013

Esercitazioni alla palestra di roccia sotto il Corno di Catria, Isola Fossara, Parco Regionale del Monte Cucco, Umbria

È domenica mattina e, come di consueto, insieme ad Elisa, parto alla volta di Gubbio.

Il ritrovo, almeno per gli speleo-eugubini, è come sempre alla Pasticceria Italia dove, dopo una buona colazione, ci incontriamo con Francesco, Chiara, Alessio ed Elisa B.. Quattro chiacchiere e via, alla volta di Fossato di vico, dove dovremmo incontrarci con gli altri del gruppo per recarci alla grotta di Caprelle, vicino Pioraco (MC).

Oggi è un giorno speciale, infatti, lo scorso martedì 26 febbraio, il consiglio direttivo del C.A.i. di Gubbio, ha accettato la nostra proposta di formare un gruppo speleologico all’interno della sezione. Ci vorranno diversi mesi per organizzarci bene ma, ufficialmente, questa è la prima domenica in cui si riuniscono i membri del Gruppo Speleologico CAI Gubbio – Buio Verticale, per andare in grotta.

Ci ritroviamo tutti in un parcheggio a Fossato, ci salutiamo e, anche senza dire niente, si percepisce un’aria distesa e di tranquillità ma, allo stesso tempo, anche una gran voglia di cominciare ad andare in grotta sentendosi parte di un gruppo nuovo che tanto abbiamo desiderato.

Cerchiamo di organizzare le automobili da prendere, ci contiamo e, come al solito ci accorgiamo che manca Tommaso. Qualcuno, cercando di spiegare questa assenza, ricorda agli altri che Tommy è un ritardatario cronico, ma io, per spegnere ogni dubbio, prendo il telefono e lo chiamo. Non risponde. Mi richiama dopo qualche minuto e, dal tono di voce, capisco che è ancora sotto le coperte, a Foligno. Gli spiego dove si trova la grotta, e spostiamo l’appuntamento con lui direttamente lì.

Partiamo con tre macchine, la mia, quella di Mauro, e quella di Alessio. Passiamo Pioraco, ed infine arriviamo ad Agolla, dove inizia la strada sterrata che conduce alla grotta dopo qualche chilometro.

Il tempo sembra perfetto. Il cielo è azzurro senza l’ombra di una nuvola, e la temperatura è abbastanza gradevole vista ancora la stagione invernale, ma questi elementi, evidentemente, non hanno favorito lo scioglimento della neve. Infatti, imboccata la strada sterrata in salita, dopo pochi chilometri, incontriamo un manto nevoso di quasi mezzo metro che ci impedisce categoricamente di proseguire.

Nel frattempo, contattiamo Tommaso che stava raggiungendo la grotta, seguendo una strada differente dalla nostra, per sapere come fossero le condizioni della neve che stava incontrando. Anche lui si trova in un punto oltre il quale non riesce ad avanzare a causa della troppa neve. Decidiamo allora di tornare indietro, ed incontrarci tutti a Pioraco, per poi decidere il da farsi.

Una volta riunito tutto il gruppo e, resesi conto che non abbiamo nessuna grotta sgombra dalla neve nelle vicinanze, decidiamo di fare dietrofront, e di dirigerci verso la palestra di roccia che si trova sotto il Corno di Catria nei pressi di Isola Fossara, nel comune di Scheggia e Pascelupo.

Mezz’ora abbondante di macchina e, quasi senza accorgercene, ci ritroviamo in prossimità della palestrina di roccia, che alcuni di noi conoscono bene. Visto che abbiamo corde, moschettoni e placchette a sufficienza, decidiamo di dividerci in due o tre squadre per armare varie vie in tutta la zona della palestra, che presenta pareti alquanto diverse tra loro.

Io insisto perché Elisa P. armi un traverso con una piccola calatina, così da cominciare ad avere un approccio più concreto con la tecnica d’armo, in modo che possa accumulare un poco di pratica. Con noi ci sono anche mio cugino Mirko, Alessio, Elisa B. e Chiara.

Mentre sono impegnato a seguire Eli, concentrata nell’armo non facilissimo del traverso, Mirko Berardi e il restante della squadra, cominciano ad armare la calata libera che scende giù dal ponte soprastante, e un’altra via che, partendo dal guardrail della strada, scende passando dietro al basamento del ponte.

Inizia così un divertente su e giù generale di tutti che, divertiti e vogliosi di muoversi sulla corda, si alternano sulle varie vie che sono state allestite.

Dopo quasi un’oretta, Eli riesce a concludere l’armo della sua prima via e, vedendo il risultato a dir poco buono, e considerato che è la prima volta che si cimenta da sola in un armo, non posso fare altro che complimentarmi con lei, sperando che migliori almeno per quanto riguarda la celerità di esecuzione.

È una bella giornata, la temperatura è gradevole, la compagnia è ottima e, riflettendo su questi dettagli, sento scorrere in me una sensazione di benessere. Mi guardo intorno e vedo un gruppo affiatato. Vedo quelli con maggiore esperienza, seguire ed insegnare ai principianti. Vedo un gruppo, nel senso più assoluto del termine, e questo mi fa stare bene.
Passa qualche ora, e qualcuno comincia ad essere un po’ fiacco, probabilmente per lo scarso allenamento di questi ultimi mesi dove, il meteo e la stagione invernale, non ci hanno permesso di fare molta attività.

Cominciamo a disarmare le vie, raccogliere e contare il materiale. Decidiamo che il modo migliore di concludere questa lunga giornata, sia davanti una bella birra fresca.

È così che, una volta risaliti in macchina, ci dirigiamo verso scheggia, con destinazione il pub del cocìs dove, davanti delle bellissime pinte di birra, discutiamo della giornata passata ma, soprattutto, dei bellissimi progetti che ci riserverà il futuro.

Marco Puletti

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