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Campo Speleo Matese 2013

Ingresso del Pozzo della Neve (Foto Davide Di Berardino)
Ingresso del Pozzo della Neve (Foto Davide Di Berardino)

16-18 agosto 2013

Parco Regionale del Matese, Molise

È iniziato tutto per caso, con una notizia su facebook inizialmente trascurata. Passa qualche giorno, e noto alcune notifiche sul social network. Prima l’amica campana Ivana, e poi Alessandro dei Cavernicoli di Siena, noto che parteciperanno al campo speleologico nel Parco Regionale del Matese, in Molise.

Preso dalla curiosità comincio a leggere i dettagli dell’evento.

Matese, questo nome non mi è nuovo, infatti, come ricordavo, è la regione nella quale si trovano molte delle più importanti grotte d’Italia, tra cui, sicuramente, la più famosa è il Pozzo della Neve.

Proprio questa grotta, ha attirato la mia attenzione sin da quando ho iniziato a fare speleologia, vuoi perché con i suoi 1048 metri di profondità è una delle maggiori d’Italia, o semplicemente perché mio padre più volte mi ha narrato le vicende delle prime esplorazioni da parte dei gruppi romani.

Il caso ha voluto che il periodo del campo, corrispondesse con i giorni che, con Elisa, avevamo deciso di prenderci di vacanza. Fortuna ha voluto che ho una fidanzata speleo, la quale, alla proposta di passare tre giorni accampati in un bosco, vicino ad una grande grotta, senza comfort vari, invece di mandarmi a quel paese, ha accettato dimostrando anche un notevole interesse. Della serie: donne e buoi dei paesi tuoi.

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Il campo (foto Marco Puletti)

Purtroppo non riusciamo a coinvolgere nessun’altro del gruppo, tutti impegnati con lavoro, ferie già pianificate, ed impegni vari. Si conferma quindi che io ed Eli saremmo stati gli unici rappresentanti del GS CAI Gubbio al raduno speleo in Matese.

Partiamo il pomeriggio, probabilmente sottovalutando la distanza da percorrere ed il tipo di strada. Dopo diverse ore di autostrade, strade, stradine, paesi e paesini, iniziano i paesaggi del Matese: massicci calcarei mozzafiato, con faggete immense che tanto ricordano quelle di casa nostra.

È proprio in questa distesa di faggi che si apre la grande dolina d’accesso a Pozzo della Neve, a fianco della quale è allestito il campo, con una grande tavolata, la cucina e, tutto intorno, decine e decine di tende montate qua e là.
Montiamo la nostra, andiamo a presentarci e a farci spiegare come è organizzato il campo.

Neanche a farlo apposta è già l’ora di cena e la cuoca Antonella subito ci delizia con dei piatti strepitosi. Incontriamo Ivana e altre persone conosciute qua e là in giro per l’Italia. Molti già conoscono il nostro gruppo, altri invece, evidentemente incuriositi, ci chiedono i dettagli.

L’indomani, per entrare in grotta ci aggreghiamo alla squadra abruzzo-marchigiana composta da Alex, Davide, Ylenia, Monia, Mimmo e Gioia. Si chiacchiera mentre si affrontano i primi pozzi d’ingresso che ci porteranno fino al primo sifone, il quale, al nostro arrivo, è ancora leggermente pieno ma, la pompa installata qualche giorno prima, in pochi minuti fa il suo dovere e ci lascia passare.

Qualcuno torna indietro, ma noi decidiamo di proseguire ancora un po’. Superiamo il sifone e iniziamo il lunghissimo meandro, con gran gioia di Eli che non ha proprio un gran feeling con questa morfologia carsica. Dopo un po’ però decidiamo che è giunto il momento di ritornare. Dietrofront e ci rimettiamo sulle nostre orme. Sotto un pozzo, incrociamo Ivana e il veronese Glauco, che stanno andando anche loro a fare un giretto fino al meandro.

Svuotamento del sifone (Foto Davide Di Berardino)
Svuotamento del sifone (Foto Davide Di Berardino)

Affrontando gli ultimi pozzi, si comincia ad avvertire nuovamente il caldo che ci aspetta all’uscita. Una volta fuori ricompattiamo il gruppo iniziale e, scambiando qualche battuta, mettiamo anche qualcosa sotto i denti.

La sera ci si riunisce nuovamente insieme, e si scambiano impressioni ed esperienze della giornata appena trascorsa. Incontriamo anche Alessandro di Siena, che finalmente si è svegliato dopo aver tribolato parecchio in grotta.

Il giorno dopo è già ora di ripartire, così in mattinata cominciamo a sistemare i bagagli e a chiudere la tenda. Ultimo pranzo con amici vecchi e nuovi… veramente un bel momento.

Prima di ripartire vado a vedere l’ingresso di Cul di Bove, una grotta lì vicino. Mi sorprendo vedendo che si presenta come un pozzetto anonimo a fianco della strada, e immaginare che da quel buchetto parte una grotta che supera i 900 metri di profondità!

Ci rimettiamo in macchina, felici come sempre di aver fatto nuove esperienze, speleologiche ma anche sociali. Per me, che di campi speleo ne ho fatti veramente pochi, è sempre una meraviglia visitare luoghi nuovi, ed incontrare persone che vivono distanti da te, ma che condividono la medesima passione, con le quali ci si può confrontare e discutere.

Concludo salutando tutte le persone che hanno organizzato questo bellissimo campo, Leonardo ed Antonella in primis (degli altri non ricordo il nome), ma anche tutti gli amici vecchi e nuovi, che spero di rincontrare al più presto, dentro o fuori le grotte.

Marco Puletti

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