Articolo scritto da Euro Puletti pubblicato sul Corriere dell’Umbria del 06 febbraio 2014
Lo speleologo folignate Tommaso Innocenzi lo ha ritrovato e fotografato. Fu tracciato, nel 1551, dal primo esploratore della cavità
Lo scorso sabato, taluni membri del gruppo speleologico Cai Gubbio “Buio Verticale”, fra cui Lara Quatrini, Marco Puletti e Tommaso Innocenzi, perlustrando, all’interno della grotta di monte Cucco, le pareti della sala Margherita, hanno fotografato varie firme e stemmi d’alcuni passati visitatori ed esploratori della più profonda e vasta cavità naturale umbra. Fortuna ha voluto che, fra questi vecchi autografi, ve ne fosse uno di particolare importanza ed antichità: quello di Ludovico Santacroce da Fabriano. Il Santacroce, alla sua epoca colonnello dell’esercito, visitò, probabilmente fra i primi in assoluto, se non proprio per primo, nel 1551, la Grotta del Cucco, lasciandovi, tracciate col nerofumo delle torce, svariate firme, unite all’emblema araldico, semplificato, della propria gentilizia famiglia fabrianese.Tale emblema, consiste in una croce, sulla quale s’innesta la lettera S maiuscola. La croce rimanda allo stesso cognome (Santa) croce, mentre la S fa sicuro riferimento alla lettera iniziale dello stesso nome di famiglia. I “segni” del Santacroce, ora, con il continuare ininterrotto delle visite alla Grotta per quasi mezzo millennio ed il conseguente, inevitabile sovrapporsi e cancellarsi delle scritte, sonodiventati rarissimi e, proprio per questo, estremamente preziosi.

