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Uscita fotografica Grotta Faggeto Tondo (Buca delle Bestie)

Foto Mauro Barbacci
Foto Mauro Barbacci

12 gennaio 2013

La mia prima volta, Grotta di Faggeto Tondo,  Monte Cucco

La fotografia mi ha sempre spinto oltre le mie possibilità, mi mette continuamente alla prova, ma è una scelta di vita. Anche questa volta, strano dirlo, mi ha portato sotto terra e continuerà a portarmici.

Dopo le foto nelle vecchie cave di Marna a Vandorbia mi ha spinto a fare un passo che da anni mi affascina, la speleologia, incosciamente non riuscivo a pensare nemmeno minimamente che il mio corpo potesse entrare li dentro, invece ce l’ha fatta!!!

Tutto questo è stato possibile grazie alle competenze speleologiche delle persone che mi accompagnavano, senza loro non l’avrei mai fatto, tra le quali era presente il mio ormai noto compagno di avventure  Mirko Berardi guida naturalistica escursionistica e speleologica ed istruttore di speleologia.

Tutto nasce dall’inizio di una nuova avventura, quella di documentare fotograficamente le grotte del Monte Cucco, questa situazione mi affascina, dato che, oltre alla tecnica fotografica, mi devo misurare con me stesso e con la mia “testa” per poter scattare. Scattare in queste situazioni non è comodissimo ma ancor peggio è che non tutta l’attrezzatura è adeguata. La decisione di un correddo Pentax mi ha permesso di fare foto che con le altre marche sarebbero state possibili solamente con un investimento molto più corposo. La problematica si presenta anche sul come e cosa portare in grotta, un posto privo di luci nel quale devo allestire un vero e proprio set fotografico portando il minimo ingombro.

Grazie alle esperienze fatte nelle cave ci siamo organizzati con faretti a led a batteria e con le torce frontali, in alcuni scatti si è usato anche il flash in open flash, direi che come prima uscita fotografica in grotta non mi posso lamentare…è un buon inizio!

Per fare scatti di un certo livello bisogna mettersi in testa che serve molto tempo e bisogna bagnarsi e sporcarsi a dovere…attrezzatura compresa, le lunghe esposizioni non diventano un problema per il fotografo ma per i modelli (gli speleologi che sono con te) che devono stare fermi e darti retta per 10-20-30 secondi, in alcune situazioni anche appesi alla corda, questo non è facile, una foto con il modello mosso non è una foto valida, dove possibile si agisce con il flash per evitare il movimento, ma non sempre è possibile! E’ un’esperienza fotografica che forma tantissimo, stare dentro per 4-5 ore ti permette di portare a casa solo qualche scatto quindi deve essere valido, anche perchè non tutti i giorni si va a fare foto in grotta!!!

Ora però parliamo della giornata passata in grotta tra amici, partire la mattina presto con Mirko per poi incontrarsi con Marco, Elisa e Tommaso (altro fotografo del gruppo) per accedere alla grotta del Faggeto Tondo che alla sua scoperta era stata battezzata con il nome di “Buca delle Bestie”.

Premessa! Non sarei mai andato in grotta se non ci fosse stato Mirko, la fiducia che nutro per lui mi ha fatto sentire a mio agio in ogni situazione e devo dire che ho avuto anche situazioni di stallo mentale ma con la sua tranquillità sono riuscito a superarle tranquillamente. Nulla da togliere nemmeno agli altri che mi hanno insegnato a muovermi e mi hanno assistito in ogni passaggio!

Già l’ingresso al Faggeto Tondo nutriva un emozionante inizio avventura, mi sono trovato li a dovermi preparare per far entrare il mio corpo nelle viscere del Monte Cucco, una situazione di estrema pace con me stesso ed una sensazione di timore sovrastato dall’effetto dell’adrenalina, una serie di emozioni sparate dentro di me tutte nello stesso istante, una magia che ha durato per tutto il tempo che ho trascorso li dentro. Certo sembra strano quanto una sensazione così bella sia contrastante con la vita comune, andare sotto terra è vista solitamente come la fine della vita mentre qui è l’inizio di una nuova esperienza…una rinascita.

Ogni passo li dentro è un passo nuovo, entrare nel buio e scoprire lentamente, mano a mano che la luce lo illumina, un mondo meraviglioso scolpito nei secoli dall’acqua, tagliare il buio con la lampada frontale e vederlo dipingere delle magnifiche concrezioni che, con lo spostare della luce, rispariscono. Quando ti trovi li non vorresti più uscire, ti trovi in un ambiente quasi fantastico, pensi a cosa sia in grado di creare la natura ed allo stesso tempo tenertelo nascosto, anzi no, lo nasconde e permette di vederlo solo a chi veramente vuole conoscerla fino in fondo.

Oltre al fattore emotivo ci si scontra con il fattore fisico, mi sentivo molto “goffo” ed impacciato, in realtà ero goffo ed impacciato, la prima convinzione che ho dovuto affrontare è stata quella che mi dovevo sporcare, avevo acquistato appositamente una tuta per fare questo e non potevo stare attento per tornare a casa pulito, come la testa ha iniziato a funzionare sullo sporco tutto è andato meglio, poi c’è stato il passaggio su corda che è stato più problematico, non ho assolutamente tecnica per fare queste cose tanto è vero che oltre la tuta che era la mia tutto il resto me lo aveva prestato Mirko, comunque ce l’abbiamo fatta grazie a tutto il gruppo che si è preso cura di me, bella anche la sensazione di come ti puoi fidare delle persone che sono con te, cosa che fuori da una grotta, nella vita di tutti i giorni, è diventata pressochè impossibile.

Devo dire un’esperienza fantastica che riperterò il più possibile per il resto dei miei giorni, un’esperienza che è stata possibile solamente grazie al mio amico Mirko e gli altri amici Marco, Tommaso ed Elisa.

Mauro Barbacci

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