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Alla conquista della vetta

Foto Mirko Berardi
Foto Mirko Berardi

27 gennaio 2013

Da Pian di Monte alla cima di Monte Cucco

Il sole faceva capolino da dietro le colline eugubine, quella mattina, e già si capiva che ci avrebbe assistito nella sua veste migliore per tutta la giornata. E così è stato, splendente e accogliente.

Appuntamento alle 8,30 pasticceria Italia per i matti di Gubbio. Arriviamo io e Ale e troviamo ad aspettarci solo Quo! Dovevamo essere diversi ad andare in grotta ma non si presenta nessuno. Bé pazienza, ci aspetteranno tutti a Sigillo.  E così, armati di zaini, zainetti e pranzo al sacco ci avviamo alla volta di Sigillo dove ad aspettarci troviamo i due Mirko, ma uno di loro ci abbandona ancor prima di iniziare.

Saliamo in macchina e percorriamo i tornanti che ci porteranno fino a Monte Cucco. La giornata è splendida e la neve che ricopre i prati diventa sempre meno timida e si mostra in tutta la sua lucente bellezza. Sembra quasi un invito il suo, un invito a tuffarti tra i suoi candidi fiocchi.

Arriviamo a destinazione (più o meno dato che la strada è chiusa per neve). Scendiamo dall’auto e ci accoglie l’abbraccio tiepido del sole che ci sorride. Decidiamo quindi di rimandare la discesa in grotta (buia e umida) per una più tranquilla camminata fra la neve (assolata e comunque umida).

Siamo solo in quattro ma, come si dice da noi, “PMB” (pochi ma boni)!!!!! Stiamo per incamminarci tra attrezzature e vestiario tecnico (Mirko e Quo) e abbigliamento alla “bell ‘e mejo” (io e Ale). Ma, nel momento esatto in cui facciamo il primo passo… vediamo arrivare una 600, che sembra un topolino fra le nevi, da cui scendono due ragazzi, sono Maddalena ed Edoardo. Si uniscono a noi e quindi partiamo alla volta della Vetta del Cucco.

Il percorso è ostico, la neve alterna la sua consistenza, fresca-gelata-fresca-gommosa-gelata, e questo è molto divertente perché non ti accorgi e quindi ti ritrovi con una gamba sprofondata in un metro di neve e l’altra alta a mo’ di spaccata. Ginnastica, come dico io, può solo che far bene!!!

Percorriamo tutta la strada ricoperta di neve, tra risate chiacchiere e spiegazioni naturalistiche del buon Mirko… (non si finisce mai di imparare!!!!!). Arriviamo al grande parcheggio, controllato a vista del “volo di Giulia”… “poverina – ho pensato – che freddo deve avere”. Lo spettacolo che appare davanti hai nostri occhi è a dir poco etereo e favoloso; una distesa di nubi bianche sovrastate da uno splendido cielo celeste. Un po’ come un gelato al puffo con panna, ma capovolto!

Saliamo su per il sentiero che porta alla Valcella e dopo la prima curva ci attende uno spettacolo da togliere il fiato!!! Un corridoio bianco circondato da alberi, arbusti e rami cristallizzati dal gelo e dalla neve, che incorniciano uno scenario degno del Viale dei Ciliegi di Anna dai Capelli Rossi. Un sentiero Fiabesco che il Grande Dante non avrebbe potuto descriverlo in nessun altro modo se non come una “Selva Candida”.

Percorriamo questo splendido tunnel naturale e nel frattempo scopriamo delle curiose storie sulle tracce lasciate dagli amici animali che troviamo nella neve fresca. Cominciamo ad essere stanchi, ma non molliamo ed iniziamo l’ultima fatica. La salita finale, all’aperto, al di fuori di qualsiasi ostacolo visivo, solo il sole ci accompagna.

I due amici, Edoardo e la sua consorte, non proseguono con noi e ci salutiamo. (Un po’ di invidia la provo, loro vanno in discesa, mentre noi ancora saliamo…. uff…..).

Mi armo di panino, dato che ho una fame che non ci vedo, l’acqua è sotto forma di neve e non ci penso due volte ad assaggiarla, e via si riparte dopo una breve pausa. Lo scenario che pian piano si apre è sempre più affascinante. Siamo alti, altissimi, tant’è che sotto le scrupolose spiegazioni di Mirko, riusciamo a vedere, oltre ai nostri appennini, anche il Terminillo, L’Amiata e le testoline delle montagne dell’appenino Tosco-Emiliano. Tutto ciò lascia senza fiato.

Manca più poco, solo alcuni passi e ci siamo. Ce l’abbiamo fatta. E’ nostra!!! Vorrei avere una bandiera, come Armstrong per la conquista della Luna, ma mi basta vedere il sublime spettacolo che la natura ci presenta. Un’immensa distesa a perdita d’occhio, dove il blu del cielo e il candore delle nuvole sembrano danzare in un’armonia soprannaturale. Tutto è così perfetto da quassù, tutto così silenzioso, tutto così maestoso che mi sento un esserino piccolo piccolo a paragone con ciò che mi circonda! E’ veramente senza parole!

Pranziamo, cioè pranzano dato che il mio banchetto lo avevo già consumato. Il silenzio ci pervade e ci tranquilizza. Sembra tutto più facile da quassù!!!! Restiamo ancora un po’ e testimoniamo l’avvenuta conquista con l’immancabile macchina fotografica.

Ma è arrivato il momento di tornare indietro. Perciò con gli zaini più leggeri, ma la pancia più pesante scendiamo lungo il crinale del monte. Si scivola… così decidiamo di improvvisarci atleti e saltiamo giù per la neve fresca, rotolandoci (solo io a dire la verità) e sciando senza sci.

E’ durato troppo poco però… le cose divertenti durano sempre poco!!! Ma siamo tutti troppo stanchi per tornare indietro e scivolare di nuovo, quindi a malincuore ci dirigiamo verso la macchina. Il caldo sole della giornata ha sciolto molta della neve che la mattina ci ha reso un po’ faticoso il percorso, ma in compenso riceviamo la visita da parte dei cavalli che sono arrivati a brucare l’erbetta verde che ha fatto capolino dopo il saluto della neve.

Stanchi facciamo ritorno a casa, ma soddisfatti e consapevoli che tra i nostri ricordi rimaranno per sempre panorami unici e di incomparabile bellezza!!!

Elisa Bettelli

 

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