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Epifania a Monte Cucco

Foto Mirko Berardi
Foto Mirko Berardi

6 gennaio 2013

Dall’ingresso Est al Baratro, Grotta di Monte Cucco, Parco Regionale del Monte Cucco, Umbria

Il ritrovo è come sempre a Sigillo, i primi ad arrivare siamo io Lara e Mauro e nell’attendere gli altri facciamo un’abbondante colazione, che ci tornerà utile per affrontare l’avvicinamento alla grotta. Appena arrivano Marco e Mirko ci mettiamo in macchina e saliamo verso Monte Cucco fino a Pian di Monte, dove parcheggiamo e, una volta caricati gli zaini in spalla, iniziamo la salita verso l’ingresso est della grotta.

La salita è impegnativa, ci fermiamo parecchie volte, sia perché reduci da una lunga passeggiata, sia perché c’è un bel sole che scalda, o almeno sembra scaldare! Lentamente arriviamo all’ingresso della grotta, ci cambiamo e ci attrezziamo per la discesa. Superiamo la scala metallica e poi la parte turistica fino a circa metà della Sala Margherita (Nicchione degli Stemmi), dove iniziamo a salire nella “parte speleologica”.

I laghetti sono abbastanza pieni d’acqua e iniziamo subito a fare scommesse su chi farà il bagno, ma fortunatamente non lo fa nessuno e tra immersioni di piedi e qualche risata riusciamo ad attraversarli. Da lì siamo risaliti sui traversi del pozzo Terni, attraversato gli altri laghetti e le condotte fino al Pozzo Birone e verso il Pozzo Perugia. Mirko ha armato la libera del Perugia, con me vicino che chiedevo spiegazioni al suo fare. Mauro e Marco erano impegnati a star vicini a Lara, che nonostante sia alle prime armi, promette già bene! Io e Mirko siamo rimasti sul fondo del Perugia ad aspettarli ed abbiamo parlato di…quel che si dice in grotta, rimane in grotta!

Una volta ricompattati abbiamo sceso il primo ed il secondo salto del Baratro, di cui il secondo è stato nuovamente armato da Mirko in libera, per evitare uno scomodo frazionamento. Adoro le libere, mi danno una sensazione bellissima, il sentirsi appesi, roteare sulla corda, molleggiare nelle prime pedalate della risalita, sentirsi avvolti solo dal buio.

Dove i rami sinistri intersecano il Baratro, abbiamo mangiato e dopo esserci rifocillati abbiamo ripreso a salire. Mirko, Mauro e Lara sono passati per i rami sinistri, mentre io e Marco abbiamo fatto percorso inverso e disarmato le due libere.

Stanchi e felici siamo usciti.

Elisa Pascolini 

“Si è sempre affascinati dal vuoto. Più è fondo, più è buio, più esso ci attrae: un misterioso richiamo d’amore.” Oriana Fallaci, Se il sole muore, 1965

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