21.8 C
Gubbio
domenica, Settembre 27, 2026
HomeRACCONTITutti in fondo al Cucco

Tutti in fondo al Cucco

IMG_5858-308 novembre 2014

Fiume Miliani, Grotta di Monte Cucco, Costacciaro (PG)

8/11/2014 una data che sei uomini ricorderanno per sempre.

Cosa è un’impresa? Per me è riuscire a realizzare qualcosa che non dimenticherai mai.

Ma andiamo per gradi.

Si è appena concluso il II° Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal nostro gruppo, e Mirko, da leader qual è, non ha esitato a cavalcare l’entusiasmo che ci ha lasciato tutto ciò per proporre un’uscita impegnativa, per chi se la sentisse: il fondo del Cucco.

È da quando ho iniziato a fare speleologia presso la struttura del Cens, diretta da Francesco Salvatori, che ho familiarizzato con questa impresa, dapprima sentendone parlare nei racconti dei diretti interessati, e poi sentendola dipingere come un’impresa epica, sia ai loro tempi con tecnologie oramai obsolete, che ai giorni nostri, dove i nuovi materiali permettono di scendere più velocemente.

Appena arrivata la solita comunicazione di Buio Verticale ho risposto subito con entusiasmo, così velocemente che credo di essere stato il primo. Il messaggio prevedeva due opzioni per l’escursione: un gruppo avrebbe attaccato il fondo, ed un gruppo sarebbe stato di supporto. La mia risposta non poteva dare adito a dubbi su cosa avessi voluto fare: “Io ci sono con intenzioni belliche… ;-)”.

Mattina dell’8/11, solito appuntamento al Bar Le Bighe di Scheggia. Siamo in sei, pronti a partire per attaccare il fondo: Mirko Berardi, Marco Puletti, Mauro Mattei, Stefano Arcangeli, Fabrizio Paffi ed Io. In un epico film avrebbero detto: “la compagnia è fatta”.

All’ingresso della grotta, altri due amici ci raggiungono per essere dei nostri: Tommaso Innocenzi e Francesco Benincasa, che però causa un problemino di preparazione ci raggiungeranno dentro durante il percorso.

Il morale è alto e tutti sono consapevoli di quanto si sta per fare. D’altronde, come raramente accade, il tempo è dalla nostra: siamo di sabato e domenica nessuno lavora, quindi se la cosa dovesse prolungarsi non sarebbe un grosso problema.

Inizia la discesa.

L’atmosfera della grotta è la solita: il silenzio, il suono dell’acqua che scorre, lo scricchiolio dei sassi sotto i piedi, il tintinnio dei moschettoni che portiamo con noi. Questi sono gli unici rumori che ci accompagneranno e ci hanno sempre accompagnato durante la nostra “carriera” speleologica, contornati dalle solite chiacchiere e battute di un gruppo di amici che si ritrova da sempre a condividere una passione vera.

Prendiamo la via dei grandi pozzi che conduce al nostro obiettivo, il Miliani, ultimo pozzo prima del fiume omonimo, dedicato al primo esploratore e studioso della grotta del Monte Cucco, a -850m circa dall’ingresso più alto, .

Da subito ci dividiamo in due squadre per andar più spediti: Mirko, Mauro e Marco si avvantaggiano portando con loro il materiale necessario per armare il Pozzo X, che a detta dei perugini è disarmato. Arca, Fabrizio ed Io temporeggiamo aspettando l’arrivo di Tommy e Jim per poi raggiungere gli altri più avanti.

Arriviamo al Saracco, punto d’ingresso del Gizmo che fissa l’inizio dei grandi pozzi che raggiungono il fondo “vecchio”, susseguendosi uno dopo l’altro senza dare un attimo di respiro.

Guardo i miei compagni, sui loro volti tra un sorriso ed una battuta non traspare la benché minima incertezza o titubanza, se non l’umiltà per qualcuno nel preoccuparsi di essere d’intralcio sentendosi più lento degli altri. Appianata la cosa con una battuta, e visti arrivare Tommy e Jim in discesa dal Baratro decidiamo di proseguire. Si inizia a far sul serio!!

Il Gizmo è impressionante, per me è la prima volta che riesco a scenderlo tutto. Un buco tondo largo una ventina di metri che scende nelle profondità per 173m contorcendosi come una giostra del luna park… bellissimo! Ed ancor di più spettacolare girandoti in alto ed in basso e vedendolo illuminato dalle luci dei tuoi compagni.

Arriviamo al P.X., un pozzo enorme, non so quanto largo, ma abbastanza, tanto che le nostre luci di profondità non riescono ad illuminare la parete opposta. Qui ci ricompattiamo con gli altri e notiamo con stupore che è già armato. Ma Mirketto, vecchia volpe, visto che le corde ci sono, ha già deciso di armare un’altra via, in modo da essere più veloci nella discesa e soprattutto nella risalita.

La via è armata, si parte. Il pozzo parte da un armo a soffitto, nel vuoto, per poi cadere in corda in un nero pesto per 102m di cui la prima parte scende in libera, lontana dalle pareti. L’attenzione sale, per non dir altro…

Qui inizia a sentirsi lo spirito di gruppo, ognuno che è sceso prima aspetta il successivo e in due battute dice cosa ha fatto e come, per essere d’aiuto, creando un passa parola che dà valore aggiunto per essere il più veloci possibile! E via che si va!!

Siamo in fondo, siamo tutti e tutto procede bene.

Si parte per il Miliani, ultimo pozzo che merita profondo rispetto, vista la risalita che ci attende!!

Mirko, per valutare tutte le possibilità, propone di far due gruppi, uno può scendere fino al fondo e l’altro attendere il ritorno degli altri in cima al Miliani. Indovinate chi è rimasto in cima? NESSUNO!!!

Giù tutti con una determinazione poche volte vista prima.

Il Miliani è una favola, due salti nel vuoto rispettivamente di 50 e 30 metri circa che riempiono gli occhi, specialmente se illuminati a festa da tutti i nostri caschi per le solite foto ricordo per chi non è potuto essere con noi e per noi stessi.

Arrivati in fondo dopo le foto di rito, decidiamo senza fare soste di andare sino al fiume Miliani, per immortalare la bella esperienza in un’altra foto celebrativa.

Per arrivarci, superate alcune strettoie non senza le solite difficoltà, ci troviamo a dover superare una cascata che occupa quasi interamente la via. I più snelli se la cavano con qualche spruzzo, i più robusti, me compreso, si beccano una bella doccia.

In fondo sulla spiaggetta siamo tutti eccitati come bambini il giorno di Natale, continuiamo a seguire il meandro scendendo un’altro po’, arrivati alla fine torniamo indietro e celebriamo la fine della “scampagnata” tra amici con una bella foto di gruppo, poi via, si riparte per il ritorno.

La via di casa è lunga e complicata, ma con la dovuta calma e concentrazione ne usciamo a giusto ritmo fino a ritrovarci tutti alla Sala Margherita in prossimità dell’uscita senza grosse attese di tempo per nessuno.

L’impresa è conclusa! Tra abbracci, congratulazioni e canti di felicità torniamo alle auto con il buio della notte, fieri di aver superato chi più chi meno i nostri limiti. Una cosa è certa, è stato stabilito un nuovo record di profondità per tutti al Cucco, per alcuni di pochi metri per altri di molti. E poi arrivare sul fondo con una squadra di sei amici speleologi non è da tutti… i giorni.

Con la dovuta determinazione e competenza tutto si può affrontare, ed arrivare sempre fino in FONDO agli obiettivi che uno si prefigge è una strada per nulla semplice, ma riempie il cuore di soddisfazioni!

Giorgio B.

[AFG_gallery id='56']

recenti