11.3 C
Gubbio
domenica, Settembre 27, 2026
HomeRACCONTIFinalmente “Gitzmo”

Finalmente “Gitzmo”

DSCF279218 maggio 2014

Grotta di Monte Cucco, Umbria (PG)

E’ passato più di un anno da quando mi dico: <<Ci tornerò e arriverò in fondo!>>

Ci sono stata e sono arrivata in fondo. Il Gitzmo. Quel mostro senza volto, fatto solo di vento e vortici, che il solo nome spaventa, almeno me, con i suoi 173 metri di pura paura!

Dopo aver preso un anno di scuse per non scenderlo, sta volta m’è toccato. Così partiamo io, Marco e Mirko B. alla volta della grotta di Monte Cucco e dai partecipanti la premessa è delle migliori, o delle peggiori, dipende sempre dal punto di vista, e tutto mi dice che sta volta non ci saranno scuse a non farmi scendere. E’ stato grazie a loro, e con loro, che da subito mi sono spinta sempre più avanti, o meglio, più in fondo, ed è stato bellissimo vivere quest’emozione proprio con loro.

Una volta entrati nella parte speleologica, ci accorgiamo subito di non essere soli e prima incontriamo alcuni amici perugini, che procedono al grande rilievo e poi, poco dopo, sul nostro stesso cammino e con la nostra stessa meta, Giada, Andrea e Luca, tre ragazzi del gruppo di Terni.

Sono contenta, con Giada e Andrea c’ho passato insieme una settima per il perfezionamento e da li siamo rimasti molto amici ed è stata una sorpresa gradita trovarli li.

Così insieme a loro scendiamo il Baratro e poi ci portiamo all’imbocco dell’innominato e iniziamo a scendere. Mirko va per primo, io lo seguo e Marco segue me e poi dietro i ternani a chiudere la fila.

Sento il mio respiro che mi gonfia il torace, non stacco gli occhi dalla roccia, faccio attenzione a dove metto i piedi e soprattutto a dove sono i frazionamenti. E’ un continuo mix di emozioni, paura, adrenalina e gioia.

Mirko rimane vigile su di me, tiene il mio passo e canticchia, e la cosa mi rassicura, Marco mi sta alle costole e ogni tanto mi chiede se è tutto ok e io rispondo: <<Ok.>>. Per il resto si sente solo rumore di moschettoni e voci che gridano “liberaaa”, suoni amici, suoni di grotta.

Passiamo il Terrazzino dei Brividi, ma nemmeno me ne accorgo, tanto è alta la mia concentrazione, ma davanti a me ora c’è una spaccatura che non avevo mai visto, quindi mi fa pensare che sono già sotto al Terrazzino e che sopra di me ho più di metà pozzo. Così mi fermo e alzo lo sguardo e quello che vedo è il Gitzmo. Quattro lucine lo illuminano ed è davvero… lungo. E altrettanto è sotto di me. Riparto.

I frazionamenti sono sempre più lontani l’uno dall’altro e il silenzio e il buio aumentano intorno a me. Inizio a chiedermi quando arriverà la fine. Così sento Mirko che grida quello che stavo aspettando: <<Tutto libero Eli!>>. Significa che è l’ultimo frazionamento. Finalmente poggio i piedi sul fondo del Gitzmo.

Lo guardo dal basso e non mi fa più paura. Sorrido e sono felice.

Elisa

[AFG_gallery id=’43’]

Articolo precedente
Articolo successivo

recenti