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La mia domenica nel buio verticale

DSCF266010 novembre 2013

Grotta di Monte Cucco, Pozzo del Nibbio

Prima uscita in grotta, non più come corsista!

Dopo la fine del corso d’introduzione alla speleologia, non vedevo l’ora di tornare in grotta, aspettavo che i miei istruttori mi dessero l’opportunità di provare ancora l’emozione unica di esplorare il buio e di testare le mie capacità appena apprese.

Fuori dalla grotta un vento indomabile ci ha accompagnati fino all’entrata rendendo faticoso l’avvicinamento… e il pensiero ogni volta è uno solo:”ma chi me l’ha fatto fare?”.

Ogni dubbio svanisce quando inizio ad usare l’attrezzatura, ogni passaggio da eseguire per effettuare in sicurezza la discesa mi toglie qualsiasi pensiero.

Il Nibbio mi ha emozionato come la prima volta in grotta, mentre scendo lentamente il mio sguardo si perde nella bellezza della roccia che mi circonda.

Infreddoliti, fradici, tra le concrezioni, nelle strettoie, strisciando nel latte di monte, tra i pipistrelli indifferenti alla DSCF2647nostra presenza, a peso sulle longe per attraversare i laghetti, arriviamo alla parte turistica dove mi soffermo a leggere date e nomi impressi nella roccia a ricordare chi prima di noi ha ammirato e vissuto il BUIO VERTICALE.

Oltre a questo, la compagnia dei miei speleoamici rende tutto ancora più speciale, è ciò che non ti aspetti: le soste a parlare di qualsiasi cosa, ridere di chi si immerge involontariamente in un laghetto, la mano sempre tesa quando la difficoltà aumenta, il tè caldo di Elisa P., i racconti di Marco, le battute di Alessio, le insicurezze di Anna Chiara e il sarcasmo di Claudio, i sorrisi di Elisa B., le smorfie di Lara alla macchina fotografica e Mirko ad immortalare le nostre fatiche.

Perché la speleologia non è solo andare in grotta, ma è un mondo di emozioni che bisogna vivere per poterne capire l’unicità.

Meri

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