{"id":2901,"date":"2022-05-07T13:39:26","date_gmt":"2022-05-07T11:39:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.buioverticale.it\/?p=2901"},"modified":"2022-05-07T13:39:26","modified_gmt":"2022-05-07T11:39:26","slug":"back-to-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/back-to-trieste\/","title":{"rendered":"Back to Trieste"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">22\/25 aprile 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carso Triestino, Trieste <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"767\" src=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220423-WA0012-1024x767.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2906\" data-link=\"https:\/\/www.buioverticale.it\/?attachment_id=2906\" class=\"wp-image-2906\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220423-WA0012-1024x767.jpg 1024w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220423-WA0012-300x225.jpg 300w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220423-WA0012-768x575.jpg 768w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220423-WA0012-561x420.jpg 561w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220423-WA0012-80x60.jpg 80w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220423-WA0012-696x521.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220423-WA0012-1068x800.jpg 1068w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220423-WA0012-265x198.jpg 265w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220423-WA0012.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cammino verso le macchine con ancora la tuta addosso. Ad ogni mio passo il casco che ho in mano oscilla, come un cestino da picnic e il sudore mi si asciuga al sole ancora timido di questa primavera. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In lontananza vedo arrivare verso di me un cespuglio di riccioli biondi e due occhi chiari e luminosi che cavalcano una bici minuscola, ma adatta alla sua et\u00e0. Il mio orgoglio speleo viene messo in moto. Mi trasformo in un busto dell\u2019ottocento, sguardo fiero e postura eretta e penso gi\u00e0 alla risposta che dar\u00f2 alla sua domanda. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 sicuramente mi chieder\u00e0 il motivo per cui sono vestita cos\u00ec, da dove vengo. I metri che ci separano diminuiscono fino all\u2019incontro. Lui dal basso verso l\u2019alto mi guarda dritto negli occhi, io dal mio pulpito aspetto che le sue labbra pronuncino quelle parole. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il bambino apre bocca e smonta tutte le mie fantasie. Mi chiede se ho visto in giro un suo amichetto, un figlio di un collega del padre, niente sul mio conto. Ritorno alla realt\u00e0. Siamo nel carso triestino, mica in Umbria: in queste zone lo speleologo \u00e8 animale noto, quasi domestico, perfettamente<br \/>inserito nell\u2019habitat naturale, si aggira nei pressi delle grotte e nessuno si meraviglia. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il dialogo con il bambino riprendo a camminare e penso che dopotutto questa sensazione non \u00e8 cos\u00ec male anzi mi fa star bene, questa perfetta integrazione rassicura. A Trieste ci si sente a casa, sar\u00e0 anche grazie ai nostri meravigliosi amici triestini della Boegan, che siamo venuti a trovare in questa tre giorni a cavallo della Festa della Liberazione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo partiti in nove di Buio Verticale, io , Mirko, Sara, Arca, Claudio, Asia, Checco, Marta e Lucia. Nelle macchine le attrezzature speleo, ma soprattutto materiale da convivialit\u00e0: qualche kg di carne da grigliare, tre cresce di Pasqua del nostro nuovo acquisto Giuliano (una di queste non varcher\u00e0 la soglia di Trieste, ma si sa, il viaggio mette fame) e un po&#8217; di<br \/> birrette. Mancano solo i miei zuccherini alcolici, ma mi hanno proibito tassativamente di portarli, per preservare la nostra incolumit\u00e0 e l\u2019igiene pubblica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Trieste siamo accolti nella cantinetta di Antonella, dove alcuni di noi dormiranno la notte, mentre altri occuperanno l\u2019appartamento sovrastante. Entriamo prima in un breve corridoio dove appoggiamo le valigie, poi in una porta sulla sinistra dove siamo invitati a sedere intorno ad un lungo tavolo. Le pareti della stanza sono decorate da diverse fotografie scattate in grotta, corde e scalette e altri cimeli speleologici. Sul divano in fondo \u00e8 adagiata una bambola di pezza a grandezza naturale, che risponde al nome di Selena, donna di mondo con i capelli di lana rosso fiammanti e mutande di pizzo. Al centro della stanza c\u2019\u00e8 il tavolo che ricorda quello di Harry Potter, non per forma o materiale, ma perch\u00e9 dal suo piano magicamente compaiono libagioni, non polli arrosto e torte di gelatina, ma lattine di mitica birra Lasko, rinfrescante, corroborante e che fa miracoli pi\u00f9 dell\u2019acqua santa (anche perch\u00e9 poi l&#8217;acqua, a parte quella del mare e del Timavo, a Trieste chi l\u2019ha vista?).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal ristorante di fronte arriva il cibo di asporto, aperitivi di pesce, fritture e contorni. Nel frattempo chiacchieriamo, ci scambiamo battute e storie. Vicino a me \u00e8 seduto Mario e davanti a lui una bottiglia di liquore triestino che sorseggia mentre lascia scorrere le sue esperienze e i suoi pensieri, che disegnano chiaramente cos\u2019\u00e8 e cosa \u00e8 stata la speleologia triestina: la Commissione E. Boegan, le spedizioni al Canin, il modo di andare in grotta, i<br \/>piemontesi con Badino, il soccorso speleologico, gli ungheresi con i loro barattoli di cetrioli e tante altre storie. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo lento fluire a tratti \u00e8 interrotto da scambi di battute con Guido,<br \/>l\u2019amico di sempre, seguiti da un fragoroso scoppio di ilarit\u00e0, che Antonella cerca di calmare, per non disturbare i vicini, ma senza successo.<br \/>Pi\u00f9 passa il tempo tra Lasko, risate e liquori con nomi impronunciabili, pi\u00f9 l\u2019orario di incontro del giorno seguente si sposta in avanti. Alla fine per\u00f2 troviamo un accordo: alle 10:30 ci si vede per scendere la No\u00e8. Stanchi e un po&#8217; brilli andiamo a letto.<br \/><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019orlo della grotta No\u00e8 guardo gi\u00f9: \u00e8 enorme. Sembra una Fondarca sottosopra e incastonata nel sottosuolo. Chiss\u00e0 quanto grande deve essere stato il fiume che ha scavato questa sala enorme e quante volte la terra ha dovuto scuotersi prima di far crollare la volta.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0005-768x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2907\" data-link=\"https:\/\/www.buioverticale.it\/?attachment_id=2907\" class=\"wp-image-2907\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0005-768x1024.jpg 768w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0005-225x300.jpg 225w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0005-315x420.jpg 315w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0005-696x928.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0005.jpg 996w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre percorrevo il sentiero di avvicinamento uno dei ragazzi di Trieste mi ha detto che la No\u00e8 era il loro piccolo Messico ed in effetti si percepisce un non so che di esotico alla sua vista.<br \/><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ritorno con gli altri e inizio a vestirmi. Nel frattempo Asia, Cavia e un altro ragazzo armano tre vie, a una distanza di due metri ciascuna, tutte e tre che partono in appoggiato, frazionano a tetto, per poi andare gi\u00f9 dritti sulla libera di cinquanta metri fino al cono detritico.<br \/>Io, Sara e Lucia decidiamo di andar gi\u00f9 insieme. Lungo tutta la corda che porta fino al frazionamento a tetto accumulo tensione, ogni centimetro di corda che scendo corrisponde a un grammo di ansia che metto nella testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arrivata all\u2019imbocco della libera metto la longe, passo il frazionamento, faccio la chiave, tolgo la longe, respiro, respiro, penso che la paura \u00e8 una sensazione normale, positiva, mi protegge, tolgo la chiave e scendo. Quasi fosse una coreografia ben studiata, la corda mi fa girare nel momento migliore, quando la vista mi si apre sulla spettacolarit\u00e0 della grotta, le cascate di verde intenso, il marrone della roccia e poi gi\u00f9 delle macchie rosse e blu che racchiudono i puntini bianchi dei caschi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scendo, la corda per pochi secondi mi fa sentire uno yoyo, il mio stomaco inveisce, ma il mio cervello non demorde. Scendo, sono a met\u00e0, guardo gi\u00f9 e i puntini bianchi rimangono ancora puntini. Non mi resta che continuare a scendere e godermi lo spettacolo. Cinquanta metri di meraviglia fino alla base della grotta, dove mi aspettano Claudio, Asia e Arca e tutti gli altri. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo di noi scende Guido che non appena tocca terra afferra il sacco speleo che ha appeso all\u2019imbrago, lo apre e tira su diverse lattine di Lasko. Quando tutti sono gi\u00f9 si aprono le birre, mentre Marta e Anna Maria \u201cla flauta\u201d improvvisano un concertino di flauti, trasformando la No\u00e8 in un locale da aperitivi: per il dress code categoricamente tute in nylon e caschi, per la location, dieci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 ora di risalire. Ripetiamo la formazione della discesa, Lucia a destra, io al centro e a sinistra Sara. Metto i bloccanti sulla corda e ne recupero talmente tanta che ho la sensazione che quando mi ci appender\u00f2 andr\u00f2 su come con il bungee jumping. Risaliamo su, tre alla volta, tutti tranne chi disarma. Recuperiamo le corde, ci rilassiamo un po&#8217; al sole e poi ci avviamo alle macchine. Dopo una tappa all\u2019appartamento andiamo a casa di Antonella, dove ci aspettano tutti per la cena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo accolti in un giardino dove c\u2019\u00e8 una lunga tavolata apparecchiata con stuzzichini, prosecco e birre. La griglia \u00e8 gi\u00e0 accesa, pronta per i deliziosi tagli di carne che Claudio ha preparato. Nel frattempo, all\u2019interno dell\u2019abitazione, nella cucina c\u2019\u00e8 un ipnotico paiolo elettrico che mescola una polenta dall\u2019aspetto molto invitante. Insomma, il cibo non manca e la compagnia neanche a dirlo. Tra chiacchere e risate si fa tardi e salutiamo tutti. Il giorno dopo bisogna mettere la sveglia molto presto, perch\u00e9 ci aspetta il custode del Trebiciano per darci le chiavi che aprono la botola che si affaccia sulla storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 di 200 mt di scale a pioli, pi\u00f9 o meno ripide, incastrate in pozzi, collegano la superficie con il Timavo, il fiume del carso triestino che scorre sotto terra, da San Canziano fino a Duino. L\u2019ossessione di una vita di Lindner, che alla ricerca dell\u2019acqua per Trieste, spese ore e soldi in quell\u2019abisso. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 la seconda volta che scendo per queste scale ed ogni volta penso a quest\u2019uomo, al tempo che ha passato in quei pozzi e quali siano state le sue emozioni. Sono con Lucia e Mirko e sopra di noi c\u2019\u00e8 Linus che ci racconta come \u00e8 cambiata la grotta, infatti dove adesso ci sono scale in metallo, prima c\u2019erano rimasugli della struttura in legno, e il resto della progressione avveniva su corda.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"461\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0003-461x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2908\" data-link=\"https:\/\/www.buioverticale.it\/?attachment_id=2908\" class=\"wp-image-2908\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0003-461x1024.jpg 461w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0003-135x300.jpg 135w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0003-768x1708.jpg 768w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0003-691x1536.jpg 691w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0003-189x420.jpg 189w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0003-696x1548.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220505-WA0003.jpg 921w\" sizes=\"auto, (max-width: 461px) 100vw, 461px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fine dei pozzi \u00e8 annunciata dall\u2019aria fresca che arriva dal basso e dalle pareti coperte di fango testimonianza delle continue piene. Dopo poche scale arriviamo alla caverna Lindner. L\u2019ultima volta che l\u2019ho vista era completamente allagata e il fiume alzava e abbassava il suo livello a vista d\u2019occhio, come il ventre di un gigante disteso che respira. Adesso invece \u00e8 tutto libero e la sala si mostra nella sua bellezza e immensit\u00e0. Questa enorme bolla nel sottosuolo appare come la met\u00e0 di una clessidra ferma nell\u2019attimo in cui ha terminato un periodo di tempo e aspetta di essere capovolta. Il fondo della sala \u00e8 ricoperto da una montagna di sabbia la cui cima \u00e8 accessibile dalle scale e la cui base \u00e8 lambita dal Timavo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla cima parte un sentiero indicato da paletti, in modo da poterlo nuovamente tracciare dopo le piene. Mossa dalla curiosit\u00e0 seguo gli altri sul sentiero, fino alle rive rocciose del fiume. I primi ad arrivare ci avvisano che ci sono tre protei. Sono emozionata: l\u2019animale di cui si parla dal primo giorno del corso di speleologia e che in pochi hanno visto \u00e8 l\u00ec e in tre esemplari. Tutti a turno contempliamo queste meraviglie della natura, animali che si sono talmente adattati alla vita ipogea che riescono a sopravvivere senza nutrirsi per diversi anni, non hanno occhi e sono depigmentati e al posto dei normali sensi hanno complessi meccanismi di recettori chimici e meccanici. Sono il simbolo di quanto la sopravvivenza sia pi\u00f9 forte di qualsiasi ostacolo l\u2019ambiente ponga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al nostro ritorno troviamo i meravigliosi triestini intenti a preparare una sorta di picnic sulla sabbia, con Lasko, pane ed affettati. Anche qui Guido, Mario fanno da anfitrioni, raccontando aneddoti della loro vita speleologica mentre Antonella distribuisce libagioni continuando a ripetere: \u201cse non si finisce il prosciutto non si ritorna su\u201d. Come si fa a non sentirsi a casa in<br \/>quest\u2019atmosfera di accoglienza, condivisione, come si fa a non amare questa gente!<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"473\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220424-WA0004-473x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2909\" data-link=\"https:\/\/www.buioverticale.it\/?attachment_id=2909\" class=\"wp-image-2909\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220424-WA0004-473x1024.jpg 473w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220424-WA0004-138x300.jpg 138w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220424-WA0004-709x1536.jpg 709w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220424-WA0004-194x420.jpg 194w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220424-WA0004-696x1508.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/IMG-20220424-WA0004.jpg 738w\" sizes=\"auto, (max-width: 473px) 100vw, 473px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la grotta ci riuniamo in un agriturismo della zona, dove gustiamo i piatti tipici del carso e continuiamo la chiacchierata iniziata nella profondit\u00e0 del Trebiciano. La sera rimaniamo solo noi eugubini e ne approfittiamo per fare una passeggiata per Trieste e prendere un aperitivo. Poi tutti a nanna, perch\u00e9 domani alcuni di noi dovranno gestire un&#8217;emozionante discesa, nella vastit\u00e0 della Grotta Gigante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Antonella ci apre la porta da cui si accede alla turistica della Grotta Gigante. Entriamo, io, Mirko e Lucia in borghese, gli altri con la tuta e l\u2019attrezzatura speleo. Oggi \u00e8 in programma una lunga discesa nella Grande Caverna, quasi 90 mt in libera in una sala di dimensioni mastodontiche.<br \/>Arriviamo su una balaustra da cui sar\u00e0 effettuata la calata. Mi affaccio e mi rendo conto che ho fatto bene a rinunciare, considerando che immediatamente mi si stringe lo stomaco: maledetta agorafobia. Maledetta, perch\u00e9 in realt\u00e0 quel che vedo \u00e8 splendido. Probabilmente mi sono gi\u00e0 trovata in ambienti cos\u00ec grandi, penso a Grotta Impossibile, ma non l\u2019ho mai visti cos\u00ec, completamente illuminati nella loro interezza. Sono triste perch\u00e9 mi sarebbe piaciuto fare questa esperienza, ma allo stesso tempo mi rendo conto che non l\u2019avrei vissuta bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi allontano dalla balaustra, per abituarmi lentamente a questa grandezza e mi giro verso gli altri. La tensione si taglia con il coltello. Io e Lucia cerchiamo di far distrarre il pi\u00f9 possibile i nostri amici mentre Cavia arma le calate, ma alla fine ci rendiamo conto che \u00e8 meglio desistere ed allontanarsi per assistere a questa impresa da un punto pi\u00f9 basso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalle passerelle della turistica vedo scendere prima Arca e Checco, poi Asia e Claudio ed infine Marta e Sara. Quel \u201cche figata\u201d di Sara, che riecheggia e rimbomba nella caverna, mentre la libera si apre su tutta l\u2019ampiezza della sala, suona come un urlo di liberazione e di felicit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"473\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/278977057_2551424208321002_5426780843047847662_n-473x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2910\" data-link=\"https:\/\/www.buioverticale.it\/?attachment_id=2910\" class=\"wp-image-2910\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/278977057_2551424208321002_5426780843047847662_n-473x1024.jpg 473w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/278977057_2551424208321002_5426780843047847662_n-138x300.jpg 138w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/278977057_2551424208321002_5426780843047847662_n-709x1536.jpg 709w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/278977057_2551424208321002_5426780843047847662_n-194x420.jpg 194w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/278977057_2551424208321002_5426780843047847662_n-696x1508.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/278977057_2551424208321002_5426780843047847662_n.jpg 738w\" sizes=\"auto, (max-width: 473px) 100vw, 473px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ci penso tuttora sorrido fiera e contenta per l\u2019esperienza che i triestini generosamente gli hanno regalato. Generosit\u00e0 che come in tutti questi giorni non si ferma alle avventure speleologiche, perch\u00e9 dopo la Gigante i nostri ospiti ci offrono un gustoso pranzo in una sede posta di fianco alla grotta.<br \/><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facciamo l\u2019aperitivo all\u2019interno della casa, ma poi ci spostiamo su un prato attrezzato con tavoli e sedute in pietra, dove ci aspetta il primo preparato dalla mitica Luciana, dea dei fornelli, signora di ogni prelibatezza, colei che potrebbe stare ore ad elencarvi gli ingredienti e i procedimenti di ogni ricetta (ed io ore ad ascoltarla con l\u2019acquolina in bocca).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre da una parte si consuma il rito dell\u2019ammazza caff\u00e8, Antonella si avvicina al tavolo dove sono seduta con Lucia e mi dice che il bello della Boegan che ognuno di loro ha una qualit\u00e0 che porta nel gruppo arricchendolo. Questa \u00e8 la caratteristica di ogni gruppo speleologico che funziona, penso, ma qui a Trieste questa propriet\u00e0 \u00e8 al massimo della sua<br \/> espressione. Antonella, Guido, Mario, Luciana, Linus, Cavia e tutti gli altri (perdonatemi con i nomi sono un disastro) ci hanno mostrato una realt\u00e0 speleologica unica. Una grande famiglia, fatta di preziose singolarit\u00e0, splendide persone e tanto calore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono grata di essere qui, di aver incrociato la mia strada con loro. Sono grata per l\u2019ospitalit\u00e0 di Antonella, le storie di Mario e le esperienze che tutti loro mi hanno fatto fare. Salutarli sar\u00e0 difficile, ma \u00e8 giunto il tempo, bisogna andare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie amici triestini, spero di rivedervi presto!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pina<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>22\/25 aprile 2022 Carso Triestino, Trieste Cammino verso le macchine con ancora la tuta addosso. Ad ogni mio passo il casco che ho in mano oscilla, come un cestino da picnic e il sudore mi si asciuga al sole ancora timido di questa primavera. 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