{"id":2631,"date":"2018-07-12T16:44:33","date_gmt":"2018-07-12T14:44:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buioverticale.it\/?p=2631"},"modified":"2018-07-12T16:44:33","modified_gmt":"2018-07-12T14:44:33","slug":"un-inquisitore-nella-grotta-di-monte-cucco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/un-inquisitore-nella-grotta-di-monte-cucco\/","title":{"rendered":"Un inquisitore nella Grotta di Monte Cucco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/2018-07-12-2.png\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2632 alignleft\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/2018-07-12-2-223x300.png\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/2018-07-12-2-223x300.png 223w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/2018-07-12-2-312x420.png 312w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/2018-07-12-2.png 636w\" sizes=\"auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a>11 luglio 2018<\/p>\n<p>Scheggia e Pascelupo (PG)<\/p>\n<p>Un altro piccolo tassello si aggiunge alla gi\u00e0 straordinaria storia delle esplorazioni antiche della Grotta di Monte Cucco, la riscoperta in archivio della pi\u00f9 antica descrizione di una visita alla grotta finora conosciuta.<\/p>\n<p>La cavit\u00e0, anche se si sa (grazie al ritrovamento di numerose firme e scritte apposte all\u2019interno di essa) essere stata esplorata fin dal XV-XVI secolo, si pensava fosse stata descritta per la prima volta da Tommaso Agostino Benigni nel 1671, un anno dopo la sua visita alla grotta nel 1670. Lo scritto fu pubblicato per\u00f2 solo nel 1922 ad opera di un suo discendente Costantino Benigni Olivieri, in occasione della posa in opera della scala di accesso alla grotta ad opera della Societ\u00e0 Escursionisti Fabriano.<\/p>\n<p>Che non fosse per\u00f2 il primo documento in ordine di tempo a parlare di una visita all&#8217;enorme caverna lo si sapeva gi\u00e0, Benigni stesso dice di aver letto in proposito un manoscritto recante indicazioni dettagliate per visitare la grotta, documento che per\u00f2 non \u00e8 stato mai ritrovato.<\/p>\n<p>Questa piccola riscoperta porta alla luce uno scritto pubblicato alcuni anni prima, datato 1655, di una visita effettuata nell\u2019agosto del 1637 dal naturalista e storico italiano, Inquisitore del Santo Uffizio a Gubbio, Vincenzo Maria Cimarelli (1585-1662).<\/p>\n<p>Egli nel suo libro \u201cRisolutioni filosofiche politiche e morali\u201d al capitolo XXVI descrive la sua visita alla Grotta di Monte Cucco, parlando di se in terza persona ed usando un tono epico ed evocativo.<\/p>\n<p>Fino ad ora si conosceva la data della sua visita (segnalata anche dallo storico Euro Puletti in alcuni suoi scritti) ma non era, che si sappia, mai stata pubblicata la descrizione originale, che ora vi proponiamo. Il testo non era neanche annoverato, sempre che ci risulti, nella bibliografia riguardante la Grotta di Monte Cucco e la speleologia umbra in generale, ma la fortuna e un incessante lavoro di ricerca in archivi e biblioteche (anche on line) hanno riportato alla luce questa piccola gemma.<\/p>\n<p>Figlio del suo tempo e fortemente intriso di retorica religiosa, di teorie alchemiche e di riferimenti a miti e leggende, questo racconto \u00e8 una fantastica finestra sulla cultura del diciassettesimo secolo; la descrizione, seppur a tratti dia anche delle indicazioni oggettive su alcuni dettagli (riferimenti geografici e storici), dando un saggio dell&#8217;erudizione dello scrittore, per la gran parte \u00e8 ricca di considerazioni e teorie estremamente irrealistiche e fantasiose.<a href=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/ancimarelli.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-1\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2634\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/ancimarelli-300x236.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"236\" \/><\/a><\/p>\n<p>Oltre all\u2019ampollosit\u00e0 e all\u2019esagerazione dello scritto si riescono a cogliere per\u00f2 dettagli interessanti: la descrizione di alcuni luoghi come Pian delle Macinare o Sasso Pecoraro, del paesaggio dalla cima della montagna, dalla quale si vedono, nelle giornate propizie, anche le montagne dell\u2019odierna Croazia oltre l\u2019Adriatico (Illiria e Morlacchia), dell&#8217;uso della &#8220;bussola&#8221; magnetica per orientarsi dentro la grotta etc.<\/p>\n<p>Vi lasciamo alla lettura del breve testo che, anche se a tratti vi far\u00e0 sorridere, potr\u00e0 di certo farvi comprendere con quale spirito in quell\u2019epoca ci si accingeva all\u2019esplorazione delle grotte: stupore, paura e superstizione, che impiegarono secoli per trasformarsi nella moderna speleologia basata sull&#8217;osservazione, lo studio e la ricerca scientifica.<\/p>\n<p>Ci scusiamo per eventuali piccoli errori di trascrizione o per la difficile comprensione del testo, ma abbiamo cercato di alterare il meno possibile lo scritto originale&#8230; buona lettura!<\/p>\n<p><em><strong>\u201cDi Sentino le rovine mirate, \u00e0 Costacciaro (traversando i Monti) si condusse la sera, dove da\u2019 Fauni, Nobili Eugubbini, riceuto l\u2019alloggio, la succedente mattina al Monte vicino salse (che si noma Cucco) e pria, che alla cima giungesse, una Pianura assai lunga, sopra ogni credere amena, gli s\u2019offerse all\u2019occhio; la quale in semicircolo da humili Colli chiusa, di faggi, di herbe pretiose, &amp; semplici affatto coperti; boscareccia Scena rappresenta. Li prati (che nella Pianura fioriti, ridenti si mostrano, dall\u2019acque che dalle fontane de\u2019 Colli placide descendano) con cristallini riuoli, annaffiati, le delitie rappresentano de\u2019 Campi elisi. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Indi allo scabroso Gibbo (che del Cucco \u00e8 l\u2019erta cima) d\u00e0 Compagni seguito, \u00e0 gran fatica ascese; da cui i Monti di Morlacchia, e parte dell\u2019Illiria distintamente scorse (che di l\u00e0 dall\u2019Adriatico situati trou\u00e0si) e dall\u2019altra banda il Monte Soratte, con le campagne d\u00e8 Sabini, e del Latio, che gli fanno ala. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>E nel mirare rimoti Paesi restando sodisfatta la vista; da Pastori all\u2019ampie grotte di quel Monte si condusse; dove disceso, in vederle come sale Regie grandi, &amp; con disegno architettonicho formate, e per lo spatio di pi\u00f9 miglia con ordine mirabile verso all\u2019Ostro scorrenti, quasi stupido rest\u00f2, che la Natura non meno, che l\u2019Arte potuto havesse sotto il terreno una Citt\u00e0 formare, nelle pietre incisa; e la maraviglia pi\u00f9 gli s\u2019accrebbe, che in ogn\u2019una di queste Stanze dall\u2019acque, che d\u00e0 volti distillano, nel pavimento, di pietra si formino le figure; varie cose al vivo rappresentanti; gl\u2019instromenti in specie, che nella passione s\u2019operarono di Christo, l\u2019immagini della Vergine, Madre d\u2019Iddio, d\u2019Angeli, &amp; di altri Santi, che regnano in cielo; Anzi nella prima (\u00e0 cui con l\u2019aiuto delle funi si scende) la figura di un Papa c\u00f2 gli Regni in capo, e del sacro manto coperto, sopra di un plilastro intiero si mostra; &amp; hoggi anco tale vi si conserva; La quale da\u2019 medesimi Pastori si disse, che dieci anni prima, non vi si vedeva, in vece di cui appariva, da\u2019 alberi spalleggiato un Fiume.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Dop\u00f2 tr\u00e8 Stanze essersi inoltrato, lo scudo similmente (nel modo suddetto scolto) del Gran\u2019 Duca Tosco con le palle, &amp; ogni altro suo ornamento sopra di una parete vedde affisso; il quale fino \u00e0 questo d\u00ec anco si serba. Da s\u00ec stavagante apparenza egli accorgendosi, che pi\u00f9 di lui maravigliosi restati erano i Compagni; dop\u00f2 haver pensato alquanto, cos\u00ec loro disse. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Di ci\u00f2, che in queste Grotte voi vedete, non vi maravigliate \u00f2 Compagni; perche non senza causa, cognita, si producono simili effetti (lasciando sopra le figure spirituali da parte il discorso) solo dal mio favellare di quest\u2019arte, &amp; di quella Statua piena n\u00e8 haverete l\u2019Intelligenza; Additandovi come essi di quella causa generale, che concorse alla mutatione di questo Dominio, sono gl\u2019effetti equivoci; havendo ella combinato le qualit\u00e0di dell\u2019acque con l\u2019Ente delle pietre distillanti, in tal disposizione, che atte fussero \u00e0 formare le figure di quelli, che di vicino questi Paesi dominar dovevano.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Si come nelle Miniere d\u2019argento ne\u2019 monti di Sassonia, pria, che Gustavo Svevo contro la Germania le guerre movesse, una Statua di un Soldato \u00e0 Cavallo, ben armato, in una di quelle Caverne, dall\u2019acque, distillanti dell\u2019argento, formossi; la quale oggi nella Galleria di quel Duca con stupore si mira. Per la cui apparenza da\u2019 Savij si presag\u00ec la vicina ventura guerra, non co\u2019i principij delle scienze Magiche; m\u00e0 con il mezzo del lume della Natura; sapendosi da\u2019 Filosofi, che di pi\u00f9 effetti, che procedono da una causa equivoca, il primo, che in materia pi\u00f9 capace si produce, de gl\u2019altri addita la ventura, vicina, produttione; in quella guisa, che l\u2019iride preconizza la pioggia propinqua, questa, e quello procedendo da gl\u2019humidi vapori, che sparsi per l\u2019aria, &amp; ad alto salendo, nelle nubi s\u2019uniscono. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Saggia dunque \u00e8 stata la Natura in procurare, che ne gl\u2019antri di questo Monte, in cui lo Stato principia di Urbino, la Statua del vero Signore s\u2019ergesse; e di colui, che sopra li medesimi Monti de\u2019 frutti goder\u00e0 l\u2019Entrate, un\u2019arma vi si formasse. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Intorno \u00e0 quattro miglia havendo per quelle latebre, \u00e0 lume di Torcia caminando (dovendosi calare tr\u00e0 certi perigliosi rivolti) da una scrittura, con il carbone sopra della porta lineata, lui, et suoi Compagni s\u2019istruirono, come l\u2019andare pi\u00f9 avanti (come era notato in essa) era periglioso il passo; onde \u00e0 dietro tornarono: &amp; lui dentro veduto un Fonte, da cui un Fiume s\u2019originava, che \u00e0 lor calcoli (con la calamita fatti) era la Marena (la quale presso Sasso ferrato, per congiungersi con l\u2019Esino, limpida, e furiosa corre) in cui si vede l\u2019Oro; in cognitione vennero, che al tempo de gl\u2019antichi Umbri, lui di esso le Miniere si trovassero, di dove, perestraherlo, quelle stanze \u00e0 forza di scarpelli si causassero; per lo che del tutto con li medesimi Compagni fuori egli rest\u00f2 della gi\u00e0 concepita maraviglia. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Quindi di certo scrive, che alle radici del medesimo Monte le suddette Miniere (quantunq;esauste) ancora si trovino, per gl\u2019indicij, che ne porta loro, che nel Fiume accennato (benche non in gran copia) si raccoglie.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Anzi l\u2019istesse grotte nelle consumate Miniere chiaramente l\u2019additano; scorgendosi in alcuni luoghi le parete delle medesime tinte di color d\u2019Oro. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Da gli Antri vicini, e trovata la notte, convenne loro n\u00e8 Tuguri de\u2019 pastori alloggiare, e di latte, e pomi silvestri, e de gl\u2019avvanzi del prandio della mattina nudrirsi quella sera. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Comparsa del giorno seguente l\u2019alba, si prepararono alla discesa\u2026\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>(ritrovamento e trascrizione ad opera di Mirko Berardi)<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11 luglio 2018 Scheggia e Pascelupo (PG) Un altro piccolo tassello si aggiunge alla gi\u00e0 straordinaria storia delle esplorazioni antiche della Grotta di Monte Cucco, la riscoperta in archivio della pi\u00f9 antica descrizione di una visita alla grotta finora conosciuta. 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