{"id":2616,"date":"2018-04-08T22:37:39","date_gmt":"2018-04-08T20:37:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buioverticale.it\/?p=2616"},"modified":"2018-04-08T22:37:39","modified_gmt":"2018-04-08T20:37:39","slug":"il-casco-integrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/il-casco-integrale\/","title":{"rendered":"Il Casco integrale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/P1040088.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2617\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/P1040088-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/P1040088-300x200.jpg 300w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/P1040088-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/P1040088-768x512.jpg 768w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/P1040088-630x420.jpg 630w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/P1040088-696x464.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/P1040088-1068x712.jpg 1068w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/P1040088.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>02 aprile 2018<\/p>\n<p>Forra del Casco, Valnerina, Ceselli (TR)<\/p>\n<p>Eccoci pronti per la nostra consueta pasquetta acquatica, dopo qualche esitazione a causa delle abbondanti piogge e del freddo pungente degli ultimi giorni, abbiamo scelto di cimentarci nella discesa della Forra del Casco, in Valnerina.<\/p>\n<p>Siamo in 7 all\u2019appello, incontro a Fossato di Vico, fuori ci sono 2\u00b0C e nonostante sia prevista una giornata assolata, l\u2019idea di affrontare le gelide acque di un torrente di montagna dopo il disgelo non sembra proprio una genialata. Ma siamo pronti, si va!<\/p>\n<p>Nessuno di noi l\u2019ha mai scesa questa forra, abbiamo chiesto qualche informazione in giro, ci siamo un po\u2019 documentati, dovremmo farcela. Navigatore alla mano raggiungiamo il punto di partenza, prepariamo e dividiamo il materiale per poi lasciare una macchina alla base della valle per il ritorno. Sotto il ponticello il torrente gonfio d\u2019acqua ci mette in allerta su quello che incontreremo.<\/p>\n<p>Vestiti di tutto punto ci incamminiamo per il sentiero, non abbiamo ben chiara la meta, ma vediamo l\u2019uscita della parte stretta della forra da dove precipita una bella cascata\u00a0 (il casco dell\u2019acqua), le nubi si spostano lasciando il posto a un sole cocente.<\/p>\n<p>Decisamente accaldati raggiungiamo il punto di ingresso della parte terminale della forra, una bella spianata panoramica dalla quale si scende nella parte pi\u00f9 inforrata, ma un tarlo si insinua nella nostra mente\u2026 da alcune descrizioni sembra che la forra inizi pi\u00f9 in alto, in corrispondenza del paesino fantasma di Sensati, decidiamo di fare la discesa \u201cintegrale\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec saliamo ancora, il torrente \u00e8 alla nostra destra, non possiamo perderlo. Con la schiuma alla bocca per il caldo raggiungiamo il borgo abbandonato, poi una piccola pieve, il sentiero che dovremmo imboccare per raggiungere il torrente non si trova anche se lo vediamo chiaro in lontananza, forse \u00e8 chiuso dalla vegetazione, continuiamo a salire entreremo nella valle dall\u2019alto, tanto ancora \u00e8 presto.<\/p>\n<p>Giornata splendida, incontriamo qualche escursionista che ci guarda come se fossimo alieni, in effetti non dovremmo avere un bell\u2019aspetto: mute da sub, grossi zaini colorati, paonazzi e sudati come pochi\u2026 Siamo in cima alla valle, quasi alla sorgente, tra poco si svalica, forse \u00e8 il caso di entrare.<\/p>\n<p>Ci prepariamo e con una corda ci aiutiamo per scendere lungo la ripida scarpata boscosa, raggiunto il torrente ci abbeveriamo alle pozze d\u2019acqua come cammelli nel deserto.<\/p>\n<p>Siamo di nuovo in marcia, scendiamo lungo il piccolo torrente superando alcuni saltini in arrampicata, poi di fronte a noi un muro di rovi. Al grido \u201cla rogara paura non ci fa\u201d superiamo anche questo ostacolo usando un tronco come ariete.<\/p>\n<p>In breve raggiungiamo la confluenza con un l\u2019altro torrentello che viene da sinistra e che ha decisamente una bella portata, l\u2019acqua diventa torbida, camminare nel fosso non \u00e8 agevole, non si vede il fondo.<\/p>\n<p>Aggiriamo alcuni piccoli salti poi dopo un po\u2019 incrociamo il sentiero che avrebbe dovuto portarci all\u2019ingresso della forra vera e propria, eccolo il maledetto, scendiamo ancora il flusso d\u2019acqua aumenta ma la temperatura \u00e8 ancora alta, raramente ricorriamo all\u2019utilizzo delle corde.<\/p>\n<p>Finalmente arriviamo nel tratto pi\u00f9 impegnativo, le pareti si stringono, la corrente si fa pi\u00f9 intensa, il rumore assordante. Una rapida successione di salti ci conduce dentro la stretta fessura dove l\u2019acqua sbatte spruzzando contro le pareti sinuose\u2026 una centrifuga, l\u2019aria gelida si incanala e crea un venticello assai fastidioso; poi di nuovo il sole, l\u2019ampia valle si spalanca davanti a noi.<\/p>\n<p>Un bel salto di quasi trenta metri dove l\u2019acqua precipita e sparisce sotto i nostri piedi; cavo d\u2019acciaio, catena, ma ci porta dritti sotto cascata, scendere cos\u00ec sarebbe un suicidio, per fortuna c\u2019\u00e8 un armo spostato sulla sinistra, piccolo traverso e si scende.<\/p>\n<p>Ci fermiamo un attimo a guardare l\u2019imponente cascata, poi si riparte, non \u00e8 ancora finita, ma siamo veloci, la valle si riapre facendo filtrare qualche raggio di sole\u2026 per fortuna perch\u00e9 sono l\u2019unico con la muta da 3mm e se mi fermo sono fottuto.<\/p>\n<p>Ancora qualche salto poi ancora una bella cascata, non ci ricordiamo la successione dei salti, butto una trenta (che in doppia sono 15m), sembra che arrivi, ma il salto \u00e8 da 19m, per fortuna la parete non \u00e8 ripida, le scarpe tengono, scendo arrampicando e sfilando via la corda, poi urlo a Mattia di mettere una quaranta.<\/p>\n<p>Dopo il piccolo contrattempo si prosegue, altri saltini, altre due belle cascate dove per fortuna gli armi ben messi ci fanno evitare il getto d\u2019acqua sempre pi\u00f9 potente.<\/p>\n<p>Siamo in fondo alla valle, via via arrivano tutti, lungo il percorso ci siamo visti poco perch\u00e9 siamo andati avanti armando i salti a catena, con poche soste, il tempo di scambiare qualche commento, di fare quattro risate e siamo gi\u00e0 alla macchina. Che bella giornata!<\/p>\n<p>Il tempo di cambiarci, di recuperare la macchina a monte e sono gi\u00e0 le cinque del pomeriggio, una birretta e un panino in Valnerina ce li siamo proprio meritati.<\/p>\n<p>Tra due chiacchiere e quattro risate il sole tramonta anche su questa pasquetta, mentre il rumore dell\u2019acqua rimbomba ancora nelle orecchie, torniamo a casa con un\u2019altra bella avventura da ricordare e da raccontare, pensando gi\u00e0 alla prossima&#8230;<\/p>\n<p>Mirko B.<\/p>\n<p>Guarda le foto su:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/buioverticale\/albums\/72157694688475684\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/buioverticale\/albums\/72157694688475684<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>02 aprile 2018 Forra del Casco, Valnerina, Ceselli (TR) Eccoci pronti per la nostra consueta pasquetta acquatica, dopo qualche esitazione a causa delle abbondanti piogge e del freddo pungente degli ultimi giorni, abbiamo scelto di cimentarci nella discesa della Forra del Casco, in Valnerina. 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