{"id":2526,"date":"2017-08-03T22:05:03","date_gmt":"2017-08-03T20:05:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buioverticale.it\/?p=2526"},"modified":"2017-08-03T22:05:03","modified_gmt":"2017-08-03T20:05:03","slug":"il-ramo-dei-gessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/il-ramo-dei-gessi\/","title":{"rendered":"Il ramo dei Gessi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/P7028733.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2527 size-medium\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/P7028733-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/P7028733-300x200.jpg 300w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/P7028733-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/P7028733-768x513.jpg 768w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/P7028733-629x420.jpg 629w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/P7028733-696x465.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/P7028733-1068x713.jpg 1068w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/P7028733.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>02 luglio 2017<\/p>\n<p>Grotta di Monte Cucco, Regione del Cucco Libero, Ramo dei Gessi<\/p>\n<p>Ci sono luoghi che immagini da tempo e che, per un motivo o per l\u2019altro, non sei riuscito mai a vedere nonostante ci sia passato davanti tante volte.<\/p>\n<p>Luoghi nascosti nel ventre della terra, remoti e poco visitati, dove solo alcune tracce lasciano intuire il passaggio degli altri esploratori. Ambienti cos\u00ec lontani dalla vita delle persone normali che sembrerebbero appartenere ad un altro pianeta.<\/p>\n<p>Il Ramo dei Gessi \u00e8 un po\u2019 cos\u00ec, non so perch\u00e9 ma me lo sono sempre immaginato diverso, meno aspro e meno grande; invece mi trovo a scendere in questi ambienti vasti e articolati che stento a riconoscere come appartenenti alla Grotta di Monte Cucco.<\/p>\n<p>Come se ci fosse una grotta parallela al di l\u00e0 dei Cunicoli del Vento, del tutto differente da quel \u201cCucco\u201d che ogni speleologo conosce bene.<\/p>\n<p>Queste gallerie che scendono velocemente sono ampie e levigate dal passaggio di quantit\u00e0 enormi di acqua, il pavimento solcato da piccoli meandri che diventano via via pi\u00f9 imponenti, segno del ringiovanimento di quelle che un tempo erano condotte forzate. E poi paleo sifoni, sale di crollo, camini ascendenti, concrezioni e tanto gesso, il segno di un\u2019evoluzione lunga e complessa le cui fasi siamo ben lungi dal comprendere per intero.<\/p>\n<p>Insomma come se la Grotta di Monte Cucco avesse due personalit\u00e0, una sorniona e l\u2019altra selvaggia, una che si lascia scoprire con difficolt\u00e0, metro dopo metro, e l\u2019altra che spalanca le sue infinite porte e ci lascia solo l\u2019imbarazzo della scelta, tanto non riusciremo mai a vedere tutto.<\/p>\n<p>Entriamo abbastanza presto, con me ci sono Valerio, Marta e Claudio, andiamo gi\u00f9 senza fretta, metri di corda corrono dentro ai discensori, in un\u2019oretta circa siamo al salone Canin. Quasi senza fermarci imbocchiamo i Cunicoli del Vento, poi il meandro e poi le risalite, su fino a Sala Agnese.<\/p>\n<p>Piccola pausa\u00a0 per mangiare qualcosa, poi saliamo e imbocchiamo la grande galleria in discesa; poche corde, qualche arrampicata scivolosa, tutto fa pensare a un posto non molto frequentato, qualche bivio che esitiamo un po\u2019 a prendere, tunnel cosparsi di candidi blocchi di gesso.<\/p>\n<p>Lo sguardo cerca di cogliere ogni dettaglio, curioso cerca di scorgere le possibili prosecuzioni, intorno niente di familiare. Scendiamo per circa un\u2019oretta, alternando qualche tratto in arrampicata a brevi calate su corda, fino ad una bella sala di crollo con una biforcazione, siamo quasi \u00a0a due terzi del ramo, decidiamo di tornare indietro, si \u00e8 fatto tardi e di strada ce n\u2019\u00e8 da fare.<\/p>\n<p>Il ritorno \u00e8 tranquillo, il sibilo della corda che corre tra le pulegge e il ritmico pedalare scandiscono il tempo, il buio squarciato dal nostro passaggio ha un sapore diverso, nuovo e familiare. Con calma scendo poi salgo poi scendo ancora, come in una danza ipnotica, i pensieri per\u00f2 sono pi\u00f9 forti del silenzio.<\/p>\n<p>I Cunicoli del Vento sono scomodi come sempre, tanti ricordi sono legati a questi luoghi, passo davanti alla targa che ricorda l\u2019amico Cristiano, esploratore generoso e appassionato, mi sembra di sentire la sua voce che al telefono mi racconta delle meravigliose scoperte in questa parte di grotta\u2026 non siamo mai riusciti a venirci insieme.<\/p>\n<p>Al Salone Canin \u201csembra ormai di essere a casa\u201d, tante volte lo abbiamo detto con Marco; lui ed Elisa, neo sposi, sono appena ripartiti per l\u2019Australia, la loro nuova casa, con loro ho condiviso le pi\u00f9 belle avventure in questa grotta: \u00a0imprese, risate, conquiste e fatiche\u2026 amicizia vera sopra e sottoterra.<\/p>\n<p>La Burella, sembra sempre pi\u00f9 lunga, breve sosta ai Barbari per mangiare l\u2019ultimo pezzo di pizza spappolato e infangato, un sorso d\u2019acqua, le lucine degli altri si arrampicano gi\u00e0 lungo il Baratro, si riparte e ricomincia lo stillicidio dei pensieri.<\/p>\n<p>Penso a mio figlio Davide, che da meno di tre mesi ha cambiato la mia vita, in realt\u00e0 \u00e8 un pensiero che non mi lascia mai, questa \u00e8 la prima uscita impegnativa da quando \u00e8 nato.<\/p>\n<p>A volte quando si ha molto da perdere si tende ad essere pi\u00f9 riflessivi. Molte volte mi sono detto: \u201cForse dovresti essere pi\u00f9 prudente\u201d, \u201cforse dovresti avere pi\u00f9 timore\u201d, \u201cforse non dovresti essere quaggi\u00f9 solo per la tua curiosit\u00e0 personale\u201d, \u201cforse dovresti essere a casa con Francesca e con tuo figlio tra le braccia\u201d, forse\u2026<\/p>\n<p>Invece sono qui, appeso a questo sottile filo di nylon intrecciato e non provo paura, certamente non sono un incosciente e neanche uno sprovveduto. Questo \u00e8 il mio ambiente, questa \u00e8 la mia vita, una parte l\u2019ho vissuta proprio cos\u00ec, sul bordo di un abisso, con pi\u00f9 voglia di scendere che paura di cadere. Forse non avr\u00f2 mai la possibilit\u00e0 di condividere queste emozioni con mio figlio, ma non sarei un padre migliore se rinunciassi a viverle e fare ci\u00f2 che amo.<\/p>\n<p>La lunga scala stasera ha un sapore diverso, siamo fuori, c\u2019\u00e8 ancora luce, un\u2019altra avventura domani sar\u00e0 archiviata tra i ricordi pi\u00f9 belli.<\/p>\n<p>A casa abbraccio il mio piccolo nanetto, quante cose vorrei raccontargli, ma lui dorme tranquillo\u2026 sar\u00e0 per la prossima volta.<\/p>\n<p>Mirko B.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>02 luglio 2017 Grotta di Monte Cucco, Regione del Cucco Libero, Ramo dei Gessi Ci sono luoghi che immagini da tempo e che, per un motivo o per l\u2019altro, non sei riuscito mai a vedere nonostante ci sia passato davanti tante volte. 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