{"id":2446,"date":"2017-02-18T20:06:25","date_gmt":"2017-02-18T19:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buioverticale.it\/?p=2446"},"modified":"2017-02-18T20:06:25","modified_gmt":"2017-02-18T19:06:25","slug":"piccole-fangose-conquiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/piccole-fangose-conquiste\/","title":{"rendered":"Piccole fangose conquiste"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2448\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/P1030423-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/P1030423-300x171.jpg 300w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/P1030423-1024x584.jpg 1024w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/P1030423-768x438.jpg 768w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/P1030423-737x420.jpg 737w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/P1030423-696x397.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/P1030423-1068x609.jpg 1068w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/P1030423.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>12 febbraio 2017<\/p>\n<p>Pozzo Torino, Grotta di Monte Cucco, Costacciaro (PG)<\/p>\n<p>Solita domenica mattina: sveglia presto, zaino da preparare, cose da non dimenticare, corde filate nei sacchi fin dal giorno prima.<\/p>\n<p>Giornata assolata senza vento, quasi primaverile, tappa al bar per prendere una pizza, poi diritto al rendez-vous con gli altri.<\/p>\n<p>Oggi siamo una bella squadra dalle molteplici ambizioni, 14 per l\u2019esattezza, destinazione Grotta di Monte Cucco, l\u2019idea \u00e8 quella di scendere il Pozzo Torino e di rivedere una vasta zona alla sua base.<\/p>\n<p>Un bel sole, una leggera brezza, situazione inusuale in questa stagione a Pian di Monte\u2026 ma le nostre ossa ricordano bene il vento gelido e la pioggia che solo una settimana fa ci aveva accolto in questo stesso posto.<\/p>\n<p>Sembra un\u2019altra montagna, docile, amorevole, che ci invita ad esplorarla. Sacchi in spalla, si sale veloci, le ultime chiazze di neve ghiacciata punteggiano ancora il versante nord della montagna.<\/p>\n<p>All\u2019ingresso foto di rito, poi una moltitudine di esserini colorati spinti da qualche misteriosa forza si accingono a lasciare i tiepidi raggi del sole per inoltrarsi in un mondo buio e freddo in cui acqua e fango sono il condimento di ogni azione.<\/p>\n<p>Ci dividiamo in squadre, con diversi obbiettivi, abbiamo un bel po\u2019 di materiale da trasportare e, complice la voglia di scendere, la logistica all\u2019inizio lascia un po\u2019 a desiderare.<\/p>\n<p>Alla Galleria dei Barbari ci ricompattiamo un po\u2019 e mentre la \u201csquadra del Pozzo Torino\u201d avanza verso la sua meta, una catena di lucine continua a scendere lungo il Baratro.<\/p>\n<p>Alla fine i gruppetti saranno tre, uno si fermer\u00e0 alla Galleria dei Barbari, uno arriver\u00e0 al salone Canin e l\u2019altro scender\u00e0 il Pozzo Torino come previsto, ognuno realizzer\u00e0 la propria piccola impresa giornaliera.<\/p>\n<p>La cronaca pura e semplice di per s\u00e9 potrebbe concludersi qui se la giornata non fosse ricca di tanti spunti che ognuno di noi potrebbe raccontare a modo suo: c\u2019\u00e8 Americo che dopo 35 anni torna al Canin, c\u2019\u00e8 chi non c\u2019era mai stato, chi vede per la prima volta la Galleria dei Barbari e per la prima volta mangia una minestra in grotta, chi non si era mai infangato cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p>Era un bel po\u2019 che volevo scendere il Pozzo Torino, sono passato sul suo ciglio decine di volte, tante volte ho guardato il rilievo cercando di immaginarne la morfologia. Oggi sono qui con un paio di sacchi attaccati sotto, corda in mano, inizio ad armare, Marta e Claudio seguono.<\/p>\n<p>Morfologia strana, pi\u00f9 che un pozzo somiglia a una grande spaccatura obliqua, larga e stretta, strano come me lo immaginassi diverso, sono sorpreso, quasi deluso, ma la singolarit\u00e0 dell\u2019ambiente mi colpisce.<\/p>\n<p>Finalmente in fondo\u2026 oppure no? Uno stretto pertugio verticale conduce in un piccolo ambiente pi\u00f9 in basso, lascio con riluttanza la corda, poi valutato meglio che il pozzo non continui mi infilo di piedi.<\/p>\n<p>Gorgogl\u00eco d\u2019acqua in un ambiente basso e largo, il primo passo carponi \u00e8 il preludio di ci\u00f2 che ci aspetta, fango e acqua oltre ogni ragionevolezza. Superata con agilit\u00e0 felina la prima pozza melmosa ci rendiamo conto che non sar\u00e0 facile uscirne puliti e asciutti.<\/p>\n<p>Di fronte ci si apre una piccola galleria in salita dove a tratti si riesce a stare anche in piedi, sul fondo e sui lati fango, come se ne trova solo verso il vecchio fondo del Cucco. Saliamo lungo lo stretto tubo di roccia gettando sguardi interessati ai tanti piccoli camini che si aprono sopra le nostre teste, poche le firme sulle pareti, tra cui quelle dei primi esploratori \u201cFausto e Felice 1981\u201d.<\/p>\n<p>A tratti la galleria si restringe, proprio in corrispondenza di belle pozze fangose in cui si sprofonda e in cui, neanche a dirlo, si \u00e8 costretti a strisciare.<\/p>\n<p>In cima alla galleria una pozza d\u2019acqua con una cascatella che cade dal soffitto e una corda che sale per circa 20 metri, \u00e8 vecchia ma sembra in ottime condizioni; la curiosit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 forte del timore, saliamo.<\/p>\n<p>Un ambiente caotico e fangoso ci attende, siamo sotto una grossa frana, saliamo al livello superiore dove dei grandi ambienti di crollo ci accolgono, il terreno \u00e8 cosparso di massi giganti da aggirare, poche impronte sul terreno, alcuni pozzetti in discesa, una corda che sale (una vecchia risalita che dalle indicazioni date dagli amici perugini chiude), la zona \u00e8 interessante, certamente poco battuta.<\/p>\n<p>Gli occhi faticano a riconoscere ambienti e forme nuove e inusuali; fantastichiamo un po\u2019, facciamo congetture, poi dopo un\u2019occhiata all\u2019orologio decidiamo malvolentieri di tornare indietro, gli altri saranno gi\u00e0 sulla via del ritorno, chiss\u00e0 se riusciremo a raggiungerli prima dell\u2019uscita.<\/p>\n<p>Scendendo scattiamo qualche foto, poche in realt\u00e0, prima che la macchina diventi una palla informe di fango. In discesa rompiamo gli indugi, siamo ormai infangati in ogni parte del corpo, ci buttiamo nelle pozze senza tanti scrupoli.<\/p>\n<p>Strettoietta in salita, disarma Claudio, io salgo per primo faticando a capire dove e cosa siano gli attrezzi che ho addosso; il croll a volte non blocca, la maniglia quasi mai, bisogna tenerla ferma con un dito.<\/p>\n<p>In cima mentre aspetto mangio un po\u2019, ripulisco occhiali e lampada, ora c\u2019\u00e8 pi\u00f9 luce, arrivano anche Marta e Claudio, recuperiamo le corde, infangatissime, distribuiamo i sacchi, un paio a testa.<\/p>\n<p>Salendo e trascinando i pesanti fardelli la fatica lascia il posto alle fantasie sulle prossime uscite e al ricordo delle mille avventure vissute in questa grotta; ogni sasso, ogni impronta sembra familiare.<\/p>\n<p>Passi lenti e brevi lungo la Burella, il respiro si fa grosso, il cuore veloce, i sacchi sembrano essere animati da una strana voglia di rimanere in grotta e si impigliano in ogni piccola increspatura della roccia, rallentiamo, non c\u2019\u00e8 fretta, abbiamo fatto un po\u2019 tardi, non ci sono pi\u00f9 luci lungo il Baratro.<\/p>\n<p>Ripenso alle fatiche delle prime uscite in grotta, alla meraviglia quando vidi per la prima volta questi luoghi che ora sento come casa mia, alle lotte con il fango e il freddo per conquistare metri di nuovo buio.<\/p>\n<p>Alla base del Baratro due bustine gialle e rosse appoggiate su un sasso sono il regalo dei nostri premurosi compagni di avventura\u2026 integratori energetici, li lascio agli altri, io mi abbevero alla cascatella sulla destra.<\/p>\n<p>Pulisco come posso gli attrezzi, salgo cercando di sistemare al meglio i sacchi, cavolo se pesano, osservo l\u2019esile linea bianca che si perde nel buio, sotto voci e luci amiche si avvicinano.<\/p>\n<p>Il vapore sale dalla tuta, unico rumore a rompere il silenzio le gocce che colpiscono il casco, salgo ancora seguito da echi di rumori lontani, tra poco saranno qui, spengo la luce, aspetto al Perugia.<\/p>\n<p>Movimenti misurati e precisi, conservo le energie, la fatica non \u00e8 un problema, la conosco bene, \u00e8 una compagna fedele, un piccolo crampo al braccio, \u00e8 stata una settimana dura e la stanchezza a tratti si fa sentire.<\/p>\n<p>Siamo quasi fuori, accelero un po\u2019 il passo, sotto la scala sono solo, i sacchi da due diventano tre, un ultimo sforzo, saranno le otto e mezza di sera, ultima rampa, fuori.<\/p>\n<p>Una luce bianca filtra tra le sbarre del cancello, abbagliante, per un attimo verrebbe da pensare che ci siano venuti in contro, invece \u00e8 la luna, una palla luminosa che si staglia su un mare di nuvole candide.<\/p>\n<p>Sto per prendere la macchina fotografica per scattare una foto, ma sarebbe impossibile immortalare un momento cos\u00ec magico\u2026 richiudo lo zaino, questa immagine rimarr\u00e0 solo nei miei occhi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un venticello gelido, la temperatura \u00e8 probabilmente di qualche grado sotto lo zero, passo veloce lungo il sentiero ghiacciato, in lontananza i fari delle macchine al parcheggio, magari ci stanno aspettando.<\/p>\n<p>Alcune luci mi vengono in contro, alcuni compagni di avventura ci hanno aspettato, altri sono gi\u00e0 in pizzeria; un saluto, qualche battuta, poi mi cambio, spogliarsi con questo gelo \u00e8 un incubo, butto tutto in macchina poi scendo a valle per aspettare Marta e Claudio.<\/p>\n<p>Due chiacchiere, una pizzetta al volo poi a casa.<\/p>\n<p>Doccia, pigiama, letto, fatico a prender sonno, tante immagini e tanti pensieri in testa.<\/p>\n<p>Domani \u00e8 un altro giorno\u2026 e c\u2019\u00e8 un sacco di roba da lavare.<\/p>\n<p>Mirko B.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>12 febbraio 2017 Pozzo Torino, Grotta di Monte Cucco, Costacciaro (PG) Solita domenica mattina: sveglia presto, zaino da preparare, cose da non dimenticare, corde filate nei sacchi fin dal giorno prima. 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