{"id":2349,"date":"2016-04-29T00:48:16","date_gmt":"2016-04-28T22:48:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buioverticale.it\/?p=2349"},"modified":"2016-04-29T00:48:16","modified_gmt":"2016-04-28T22:48:16","slug":"lo-squadrone-del-fondo-franco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/lo-squadrone-del-fondo-franco\/","title":{"rendered":"Lo squadrone del Fondo Franco"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2351\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/P1020667-300x200.jpg\" alt=\"P1020667\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/P1020667-300x200.jpg 300w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/P1020667-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/P1020667-768x512.jpg 768w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/P1020667-630x420.jpg 630w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/P1020667-696x464.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/P1020667-1068x712.jpg 1068w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/P1020667.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">24 aprile 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondo Franco, Grotta di Monte Cucco, Costacciaro (PG)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;In una giornata tutt\u2019altro che favorevole per una escursione in montagna\u2026&#8221; sono le parole con cui, parlando di una delle sue visite alla grotta di Monte Cucco, esordisce in un suo resoconto Gianbattista Miliani, uno dei pionieri nell\u2019esplorazione di questa meravigliosa cavit\u00e0, era una giornata di aprile di pi\u00f9 di un secolo fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste stesse parole mi vengono in mente ripensando alla giornata appena trascorsa mentre il getto d\u2019acqua lava via il fango e fa riemergere dalla massa appiccicosa e informe la mia attrezzatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ogni giorno che segue una \u201cbattaglia\u201d sotterranea celebro il consueto rito della \u201cpulizia degli attrezzi\u201d, nell\u2019ennesima lotta tra l\u2019uomo e il fango stavolta siamo usciti sconfitti, impantanati all\u2019inverosimile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno dopo \u00e8 sempre quello delle riflessioni e dei bilanci, vittoriosi o sconfitti, ammaccati o in gran forma, si azzera tutto lavando via il fango e i pensieri, restituendo agli attrezzi e all\u2019esperienza vissuta il colore e il valore originali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa giornata certamente rimarr\u00e0 incisa nella mia memoria, cos\u00ec come le esperienze e le emozioni vissute, come il fango, il freddo, le lunghe attese, le risate e i miei compagni di avventura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma partiamo con ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la settimana un febbrile scambio epistolare ha infuocato i nostri telefoni, alla proposta di Claudio abbiamo risposto in tanti, alla fine saremo in nove, l\u2019organizzazione \u00e8 impeccabile, tutti sono pronti e carichi, c\u2019\u00e8 chi ha portato da mangiare per un esercito, chi ha preparato intrugli iperenergetici alla Fantozzi, chi ha gi\u00e0 ironicamente depositato le sue memorie chiedendo di essere tumulato sul fondo, chi piuttosto che risalire vorrebbe trovare un improbabile scappatoia acquatica dalla sorgente di Villa Scirca, chi ha fatto carte false per essere presente dormendo pochissimo o rischiando incidenti diplomatici in famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una leggera pioggerellina e l\u2019immancabile venticello ci accolgono a Pian di Monte, punto di partenza ormai consueto per le nostre scorribande nella Grotta di Monte Cucco, l\u2019obbiettivo: raggiungere il fondo della \u201cBuca\u201d, il Pozzo Franco (cos\u00ec chiamato in onore di Franco Giampaoli, del GS CAI Perugia, primo a raggiungere il fondo il 2 aprile del 1969).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo tanti, forse troppi per un\u2019impresa del genere, ma \u00e8 in queste occasioni che si vede la forza di un gruppo, il tempo \u00e8 dalla nostra parte (domani \u00e8 festa), il meteo un po\u2019 meno, dopo un mese di caldo primaverile, questa giornata quasi invernale sembra una maledizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parte del gruppo \u00e8 gi\u00e0 avvezzo ad esperienze simili, per altri si tratta di un\u2019occasione per mettere alla prova le proprie capacit\u00e0, per tutti il Pozzo Franco \u00e8 una prima volta. Si perch\u00e9 il &#8220;fondo vecchio&#8221; della Grotta di Monte Cucco (il fondo nuovo, o dei &#8220;Briganti&#8221;, \u00e8 di pochi metri pi\u00f9 profondo) non attrae molti visitatori, forse per le scarse possibilit\u00e0 esplorative, forse per la mole impressionante di fango o per gli armi \u201cesplorativi\u201d, o semplicemente per il fatto che \u00e8 sempre disarmato e portarsi laggi\u00f9 almeno duecento metri di corda non \u00e8 comodissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi approfitteremo delle indicazioni e degli armi rifatti lo scorso anno dagli amici perugini (Matteo e Lorenzo che sono stati tra gli ultimi a scendere il pozzo in occasione del nuovo rilievo) e della corda di Tommaso, lasciata l\u00ec a disposizione dopo l\u2019ultima volta che siamo stati al Fondo Miliani, questo ci faciliter\u00e0 di molto l\u2019impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa corda in realt\u00e0 ha ormai una storia e quasi una vita propria; 200 mt da 9mm in un grande sacco giallo, come in una sorta di speleo-staffetta ce la passiamo con gli amici perugini ormai da due anni: la prima volta l&#8217;abbiamo portata gi\u00f9 noi e l\u2019abbiamo usata per riarmare il Pozzo X, poi disarmando l\u2019abbiamo riportata fino al Saracco, da l\u00ec loro l\u2019hanno riportata gi\u00f9 per armare il Pozzo Franco e poi lasciata in testa al pozzo, luogo dove la ritroveremo per riutilizzarla per la discesa del pozzo medesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci siamo ripromessi di portarla fuori questa volta e riconsegnarla al legittimo proprietario, trasportarla tutta intera (bagnata e infangatissima) sar\u00e0 impresa ardua, ma partiamo con le migliori intenzioni, si vedr\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma torniamo a noi\u2026 Nonostante la pioggia sia leggera arriviamo all\u2019ingresso comunque un po\u2019 bagnati, ci cambiamo ed entriamo nella pancia della montagna, il passo \u00e8 buono, l&#8217;entusiasmo alle stelle, siamo determinati a raggiungere la meta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In poco tempo scendiamo la successione di pozzi che porta verso il fondo, molti gi\u00e0 armati, alcuni riarmati da noi la settimana scorsa durante un sopralluogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci aspettiamo che ci sia un po\u2019 d\u2019acqua dopo le piogge dei giorni scorsi, ma solo al PX abbiamo la conferma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A circa due terzi del pozzo si passa sotto una vera e propria cascata, la doccia gelida \u00e8 assicurata, scendiamo veloci nel vano tentativo di bagnarci il meno possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una breve sosta, scendiamo anche l\u2019altro saltino che ci permette di raggiungere le ampie gallerie inclinate che portano in cima al Pozzo Franco, qui troviamo come previsto la corda e cominciamo ad armare mentre il gruppo si compatta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scendo per primo, armo trascinandomi dietro il grosso e pesante sacco pieno, il frastuono dei sassi che rotolano nel pozzo \u00e8 impressionante, non so perch\u00e9 ma mi aspettavo uno scivolo fangoso e mi ritrovo sotto i piedi un pozzo maestoso, dopo un breve piano inclinato parte la prima calata in libera, l&#8217;armo un po&#8217; disassato sulla destra, con la mia luce non riesco a scorgere che la parete che ho di fronte e il nero sotto di me che sembra non finire mai&#8230; Devo decidermi a cambiare lampada!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La combinazione tra pulegge del discensore finite con corda da 9 infangata \u00e8 micidiale, fila che \u00e8 una meraviglia, i miei piedi toccano terra dopo forse 40-45mt, due cose sono certe: il pozzo \u00e8 stupendo e devo cambiare le pulegge!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuo a scendere lungo il piano inclinato, cerco gli armi ma non riesco a scorgerli cos\u00ec scendo ancora, troppo, qualcosa non mi quadra, dovrebbe esserci un frazionamento, risalgo un po\u2019 trascinandomi dietro il sacco che pesa come un ragazzino di 10 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco finalmente i fix sulla destra, la mia luce perde i colpi e non riesco ad individuare bene gli ancoraggi, cos\u00ec chiedo aiuto Mauro che mi da una mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frazionamento a tetto, altro scivolo ultimo tiro in libera, a sinistra vecchie piastrine in alluminio (marce) residuo di un vecchio traverso ormai inutilizzabile, la corda arriva esatta in fondo al pozzo, ultimo scivolo, un laghetto, siamo arrivati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aspetto un attimo gli altri, poi preso dalla curiosit\u00e0 mi infilo a destra seguendo la galleria che scende, qui incisi nel fango i nomi dei primi esploratori del GS CAI Perugia, era il 2 aprile 1969, accanto ad essi pochi altri i nomi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo poco mi raggiungono Mauro, Valerio, Claudio e Fabrizio. Decidiamo di lasciare un piccolo segno della nostra presenza scrivendo anche i nostri nomi nel fango.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli altri sono un po&#8217; indietro cos\u00ec cominciano a girovagare tra strettoie e sifoni sabbiosi, infine ci infiliamo nello stretto pertugio a sinistra dove una vecchia corda annodata indica una prosecuzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quantit\u00e0 di fango cresce in maniera esponenziale man mano che si scende, ci infiliamo a destra seguendo un piccolo rivolo d\u2019acqua e troviamo un&#8217;altra corda con nodi, per sicurezza gli affianchiamo la nostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A terra i resti di vecchie scalette in ferro, un passaggio pi\u00f9 stretto poi una lunga e scivolosissima galleria inclinata termina in uno specchio d\u2019acqua dopo circa una quarantina di metri, scendere senza rotolare gi\u00f9 \u00e8 un&#8217;impresa, ognuno ha il suo stile, sembra una gara di slittino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a noi uno specchio profondo d&#8217;acqua, oltre non si pu\u00f2 andare, in questa stagione il livello si alza di molti metri e l\u2019ultimo tratto di gallerie non \u00e8 percorribile perch\u00e9 allagato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci guardiamo attorno meravigliati, la galleria \u00e8 cosparsa di bellissime formazioni di fango, foto di rito, poi cominciamo a risalire strisciando come goffi salmoni lungo il pendio sdrucciolevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arca, Francesco, Marta e Sara ci attendono all\u2019uscita della biforcazione dove battute e risate accompagnano i nostri tentativi di uscire dalla strettoia infangata in salita, per qualcuno sar\u00e0 come una seconda nascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mangiamo qualcosa, foto di gruppo in fondo al Pozzo Franco, poi cominciamo lentamente a risalire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pozzo scarica abbastanza, manteniamo le debite distanze di sicurezza. Prima di partire cerchiamo di pulire al meglio gli attrezzi, racchiusi in un agglomerato compatto di melma, i bloccanti infangati non fanno bene il proprio lavoro, si sale a singhiozzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci siano trattenuti fin troppo, siamo tantissimi, il tempo trascorre impietoso, siamo completamente bagnati, il freddo si fa sentire, sar\u00e0 una lunghissima risalita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre mi godo gli ultimi minuti in fondo al pozzo mi trovo a riflettere su tante cose, certamente il primo pensiero va a Marco, amico e compagno di mille avventure, trasferitosi nella lontana Australia, con il quale progettavamo da tempo di scendere il Pozzo Franco e che oggi \u00e8 lontano migliaia di chilometri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo pensiero va a tutti gli altri amici che non sono potuti venire e aspettano impazienti nostre notizie (chiss\u00e0 se vedendoci tardare si preoccuperanno) e al nostro gruppo, che in poco pi\u00f9 di tre anni di attivit\u00e0 sta raggiungendo dei grandi risultati ed \u00e8 sempre pi\u00f9 coeso, non \u00e8 cosa di tutti i giorni portare 9 persone quaggi\u00f9, di certo non sar\u00e0 un record ma \u00e8 sicuramente una bella impresa (concedetemi un piccolo slancio di orgoglio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salendo disarmo facendomi aiutare dagli altri a recuperare la pesantissima e lunghissima corda da 200 che, anche per questa volta, rimarr\u00e0 purtroppo filata nel sacco in cima al pozzo. Siamo troppo carichi e magari sar\u00e0 la scusa per tornare di nuovo in queste fangose parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivati al PX un altro intoppo ci rallenta, l\u2019acqua che scorre lungo il pozzo sembra aumentata e prima di salire dobbiamo aspettare che si liberi la parte \u201cacquatica\u201d per non attendere sotto la doccia gelida il nostro turno, i tempi si allungano. Il bagno gelato \u00e8 comunque garantito, da qui in poi la risalita sar\u00e0 una lotta contro il freddo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affrontiamo il Gitzmo, il morale \u00e8 alto, c&#8217;\u00e8 chi canta e chi cerca di mantenersi caldo durante le frequenti attese, il gruppo \u00e8 molto nutrito, il tragitto lungo, un mix micidiale&#8230;<br \/>\nCi aspettiamo a vicenda, ognuno sale col proprio ritmo, cerchiamo di rimanere compatti e di dare una mano a chi \u00e8 pi\u00f9 stanco o in difficolt\u00e0, nessuno ci cronometra, saliamo costanti ma con calma. Siamo entrati tutti insieme, usciremo tutti insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal Saracco in su gli ultimi pozzi hanno il sapore di casa, ci ricongiungiamo in prossimit\u00e0 dell&#8217;uscita, sui volti infreddoliti, infangati e stanchi si legge la soddisfazione per l&#8217;impresa ormai compiuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scaricata la tensione c&#8217;\u00e8 spazio anche per le battute: c&#8217;\u00e8 chi annuncia il proprio ritiro dall&#8217;attivit\u00e0 speleologia, chi ha gi\u00e0 messo in vendita l&#8217;attrezzatura su e-bay, chi minaccia di togliere l&#8217;amicizia a chi prover\u00e0 ancora a proporgli una cosa del genere&#8230; L&#8217;umore \u00e8 alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ora \u00e8 tarda, tardissima, sono le 4 del mattino, siamo dentro da quasi 19 ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo scommesse sul meteo che ci aspetta fuori, al PX l\u2019acqua sembrava aumentata quindi probabilmente ha piovuto molto, percorrendo i cunicoli in fondo al Terni ne abbiamo avuto la conferma, rispetto a questa mattina c\u2019era molto pi\u00f9 scorrimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci cambiamo prima di uscire, pronti per la pioggia, ma all\u2019esterno ci aspetta una sorpresa&#8230; niente pioggia, al suo posto una bella bufera di neve. Il percorso di ritorno in mezzo alla tormenta, bagnati, carichi come muli e con un vento bestiale ve lo lascio solo immaginare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivati alle macchine ci infiliamo dentro di corsa, accendiamo i riscaldamenti a palla e i fari per indicare agli altri la via da seguire, la visibilit\u00e0 \u00e8 pessima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ultime lucine compaiono all\u2019orizzonte, dopo pochi minuti, siamo tutti, un saluto fugace, si torna a casa, \u00e8 stata una giornata lunga e intensa, in terra ci sono gi\u00e0 alcuni centimetri di neve gelata&#8230; E pensare che ieri ho smontato le termiche!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;esperienza bella e folle allo stesso tempo, di certo non la dimenticheremo facilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mirko B.<\/p>\n<p>Guarda tutte le foto su:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/buioverticale\/albums\/72157677171259026\" target=\"_blank\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/buioverticale\/albums\/72157677171259026<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>24 aprile 2016 Fondo Franco, Grotta di Monte Cucco, Costacciaro (PG) &#8220;In una giornata tutt\u2019altro che favorevole per una escursione in montagna\u2026&#8221; sono le parole con cui, parlando di una delle sue visite alla grotta di Monte Cucco, esordisce in un suo resoconto Gianbattista Miliani, uno dei pionieri nell\u2019esplorazione di questa meravigliosa cavit\u00e0, era una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2351,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[528,520],"tags":[30,373,33,35,83,156,161,84,157,69,374,252,375,376,170,90,61,70,62,162,43,236,80,45,377,378,379,380,163,54,55,165,179],"class_list":["post-2349","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-racconti","category-slide","tag-acqua","tag-bufera","tag-buio-verticale","tag-cai-gubbio","tag-cave","tag-caverna","tag-caverne","tag-caving","tag-concrezioni","tag-costacciaro","tag-discesa","tag-fango","tag-fondo-franco","tag-franco-giampaoli","tag-freddo","tag-giambattista-miliani","tag-grotta","tag-grotta-di-monte-cucco","tag-grotte-2","tag-grotto","tag-gruppo-speleologico-cai-gubbio","tag-gs-cai-perugia","tag-neve","tag-parco-regionale-del-monte-cucco","tag-pioggia","tag-pozzo-del-gitzmo","tag-pozzo-franco","tag-pozzo-x","tag-risalita","tag-speleo","tag-speleologia","tag-spelonca","tag-vento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2349","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2349"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2349\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2351"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2349"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2349"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}