{"id":2290,"date":"2016-01-14T17:36:08","date_gmt":"2016-01-14T16:36:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buioverticale.it\/?p=2290"},"modified":"2016-01-14T17:36:08","modified_gmt":"2016-01-14T16:36:08","slug":"la-grotta-del-sasso-una-frontiera-da-immaginare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/la-grotta-del-sasso-una-frontiera-da-immaginare\/","title":{"rendered":"LA GROTTA DEL SASSO: UNA FRONTIERA DA IMMAGINARE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2291\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/P1010862-300x200.jpg\" alt=\"P1010862\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/P1010862-300x200.jpg 300w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/P1010862-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/P1010862-768x512.jpg 768w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/P1010862-630x420.jpg 630w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/P1010862-696x464.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/P1010862-1068x712.jpg 1068w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/P1010862.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>14 gennaio 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente sono riuscito a generare un piccolo articolo su questa nostra piccola e interessante grotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per carit\u00e0, non me ne voglia Andrea Gobetti per avergli copiato il titolo, anche perch\u00e9 il mio racconto sar\u00e0 tanto pi\u00f9 breve quanto meno emozionante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non me ne voglia neanche il nostro Mirko, al quale avevo promesso di scrivere questo articolo da almeno due mesi, ma si sa, quando non hai l\u2019ispirazione, \u00e8 inutile mettersi davanti alla tastiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a noi, avrei dovuto scrivere una sorta di piccolo resoconto delle uscite fatte alla Grotta del Sasso negli ultimi mesi del 2015, ma visto che il tempo \u00e8 ormai passato da un pochino, e al \u201cSasso\u201d ci siamo tornati altre volte, vorr\u00e0 dire che cercher\u00f2 di fare un piccolo riassunto di quello che \u00e8 stato, soprattutto per me, esplorare questa grotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi immaginate chiss\u00e0 che cosa, \u00e8 una piccola grotta, ma noi speleo ci accontentiamo di poco, anche se troviamo un buco fetido e stretto, basta che sia inesplorato, e il fomento dell\u2019esploratore ci pervade, ci emoziona e ci da un senso di appagamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appunto, un buco fetido e stretto, \u00e8 cos\u00ec che si presentava la nostra \u201cgrotticella\u201d quasi tre anni fa. Lunghe giornate trascorse a rendere quel pertugio transitabile da essere umano, metri cubi di roccia e terra rimossi, solamente inseguendo la speranza che oltre ci potesse essere qualcosa da scoprire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte mi fermo a riflettere su quello che gli speleologi fanno, azioni incomprensibili da qualsiasi altro essere umano. Provate a raccontare a chiunque, che spesso passate le giornate che dovrebbero essere dedicate al riposo, faticando ancor di pi\u00f9. Provate a dire che invece di stare a letto fino a tardi, e a pranzare davanti la tv, invece andate a scavare dentro un buco fetido in cima ad una montagna, faticando come schiavi, sentendo freddo, fame, e una volta tornati a casa, pure male alle ossa. E per cosa? Solamente perch\u00e9 cerchiamo di immaginare qualcosa che non sappiamo se esiste, inseguendo anche il pi\u00f9 labile spiffero d\u2019aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, l\u2019aria. Passiamo i fine settimana a faticare, sudare, ed ammattirci, per colpa della cosa meno tangibile del mondo, che non puoi prenderla, e nemmeno\u00a0 vederla, eppure \u00e8 il pi\u00f9 grande motore che smuove le viscere della passione. Mah, roba da non credere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quante fatiche in questa piccola grotta, ma quante amicizie dico io, quante emozioni, quanti momenti felici, quanta esperienza, quanta vita!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci si crede quanto ti pu\u00f2 dare vivere esperienze del genere. Io in questa notte insonne sto ripercorrendo questi momenti, ed una marea di eventi mi scorrono nella testa, e tutti legati solo a questa piccola grotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripenso a quando insieme ad Elisa la trovammo, cos\u00ec per caso, ed era cos\u00ec piccola che non entrava nemmeno il mio casco per illuminare l\u2019interno, ma una lievissima corrente d\u2019aria subito ci cattur\u00f2 e cos\u00ec nacque tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi rivengono in mente le fatiche fatte per scavare quella terra. Fatiche per\u00f2 condivise con amici veri, amici vecchi ma anche nuovi, ed \u00e8 per questo che ogni volta si ritorna, perch\u00e9 la fatica in grotta \u00e8 un piacere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le continue emozioni. Ti sembra che allarga un pochino, ed ecco subito che l\u2019adrenalina va alle stelle, immagini che si apra una galleria autostradale, ma se invece l\u2019ambiente appena trovato ti permette a mala pena di rigirarti per tornare indietro, la sensazione di appagamento \u00e8 la stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi capita anche che trovi qualcosa, una saletta spaziosa, una condotta comoda, un bel meandro lungo che ti fa viaggiare con la testa nel mondo della speleogenesi, costringendoti a elucubrazioni mostruose riguardanti teorie speleogenetiche improbabili, e fenomeni idrologici degni di una pubblicazione universitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza, questa sconosciuta. Quella che ti torna in mente quando fai la solita cavolata. Il famoso \u201cah, \u00e8 vero\u201d, oppure \u201cah, se mi fossi ricordato\u201d. Ogni volta che ti dimentichi uno strumento, oppure ogni volta che dimentichi la linea per i manzi (parole in codice), e afferri che ti sei portato il peso del trapano assolutamente inutilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza \u00e8 anche quella che non ti fa andare in una grotta la mattina dopo un diluvio di pioggia, perch\u00e9 come ci \u00e8 successo da poco, ti ritrovi zuppo fino al midollo dopo i primi cinque metri, e tutti sappiamo che stare fradici in grotta non \u00e8 cosa buona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi ancora, il primo rilievo con il DistoX. \u201cOddio da dove comincio, prima gli splay o prima la battuta?\u201d E allora ricomincia da capo tre volte, finch\u00e9 qualcosa inizia a girare per il verso giusto, e allora cominci a vedere sullo schermo del palmare che tutta quella fatica, quel sudore, quella fame, quei dolori, cominciano a prendere una forma, e allora puoi guardare per intero la tua piccola grotta, puoi girarla, puoi ingrandirla o rimpicciolirla, stamparla, farla vedere agli amici, e perch\u00e9 no, anche farla in 3D (capisco che \u00e8 una moda, ma a noi piace. Chi deve capire capisce).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mamma mia quante cose che accadono in una piccola grotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questa \u00e8 la speleologia, un mix fatale di incontri, sensazioni, emozioni, follia, esperienza, scienza, testardaggine, fortuna, che chi non la prova non pu\u00f2 immaginare. Tutto questo perch\u00e9 vogliamo vedere quello che gli altri non possono vedere, o quello che ancora nessuno ha mai visto. E come lo facciamo? Immaginando con la nostra mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a noi, avevo detto che avrei scritto un resoconto delle ultime uscite che abbiamo fatto alla Grotta del Sasso, e mi sembra che ho scritto di tutto, ma nessuno ha capito che succede alla fine in questa benedetta grotta. Cercher\u00f2 allora di riassumere come procedono i lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi tutto il rilievo \u00e8 stato finito, quindi possiamo dire che la grotta ha un\u2019estensione di circa 80 metri, pochini, ma abbastanza per crederci ancora. Come al solito inseguiamo sempre l\u2019aria, sempre presente, aspettando che il nuovo sifone appena scoperto si svuoti per vedere se oltre c\u2019\u00e8 qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torneremo pi\u00f9 agguerriti che mai, come sempre!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marco P.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 gennaio 2016 Finalmente sono riuscito a generare un piccolo articolo su questa nostra piccola e interessante grotta. Per carit\u00e0, non me ne voglia Andrea Gobetti per avergli copiato il titolo, anche perch\u00e9 il mio racconto sar\u00e0 tanto pi\u00f9 breve quanto meno emozionante. 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