{"id":1943,"date":"2014-10-02T12:43:53","date_gmt":"2014-10-02T10:43:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buioverticale.it\/?p=1943"},"modified":"2014-10-02T12:43:53","modified_gmt":"2014-10-02T10:43:53","slug":"eiskogelhohle-la-nostra-avventura-nel-ghiaccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/eiskogelhohle-la-nostra-avventura-nel-ghiaccio\/","title":{"rendered":"EISKOGELH\u00d6HLE: LA NOSTRA AVVENTURA NEL GHIACCIO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/P9271720.jpg\" target=\"_blank\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1944 size-medium\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/P9271720-225x300.jpg\" alt=\"P9271720\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/P9271720-225x300.jpg 225w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/P9271720-768x1024.jpg 768w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/P9271720-315x420.jpg 315w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/P9271720-696x928.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/P9271720.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>26-28 ottobre 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mt. Eiskogel, Werfenweng, Austria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eiskogelh\u00f6hle, questo nome per la maggior parte delle persone non \u00e8 niente di pi\u00f9 di una strana parola che non si riesce a pronunciare, e questo valeva anche per noi fino a qualche settimana fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma torniamo indietro di qualche mese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era giugno quando, per una strana combinazione di eventi, veniamo in contatto con degli speleologi tedeschi del gruppo Chiemgauer H\u00f6hlenb\u00e4ren e.V., in vacanza a Monte Cucco per visitare le grotte della zona. Mirko si rende disponibile ad accompagnarli un giorno in grotta e, per sdebitarsi del favore, estendono a tutto il gruppo Buio Verticale, l\u2019invito di accompagnarci in una grotta austriaca chiamata Eiskogelh\u00f6hle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio ci siamo fatti qualche risata scherzando sull\u2019impossibilit\u00e0 di pronunciare un tale nome, fino a quando, colti dalla curiosit\u00e0, siamo andati a cercare su internet informazioni su questa benedetta grotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stupore \u00e8 stato tanto quando abbiamo scoperto che si trattava di una grotta al cui interno erano presenti enormi quantit\u00e0 di ghiaccio, che la rendevano uno spettacolo della natura unico nel suo genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, presi dall\u2019euforia di poter visitare tale bellezza, stabilendo insieme agli amici tedeschi la data del viaggio, abbiamo cominciato ad organizzare la trasferta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente si parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono le 5.30 della mattina quando a Gubbio mi incontro con Elisa, Mirko, Arca, Fabrizio, Gian Luca ed Evelin. Il tempo di caricare i bagagli e via spediti verso i punti di randez vous con Tommaso, Americo, Mauro e Lara. Alla fine saremo in 11 ad affrontare questa avventura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viaggio \u00e8 lungo, considerando le soste metano per la macchina di Arca, le soste cibo, le soste birra, e cos\u00ec via, alla fine raggiungiamo intorno alle 17 il paese di Werfenweng, circa 50 km a sud di Salisburgo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo un pochino stanchi dal viaggio ma, al parcheggio, incontriamo alcuni speleo tedeschi che ci accompagneranno l\u2019indomani e cos\u00ec, di fretta e furia, prendiamo gli zaini (che pesano come macigni) dal bagagliaio, ci allacciamo gli scarponi e in pochi minuti siamo gi\u00e0 sul sentiero verso il rifugio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il meteo non \u00e8 dei migliori, infatti ci accompagna una pioggerellina fastidiosa e, mentre lasciamo il bel paesaggio verdeggiante di valle, davanti gli occhi ci si scopre il profilo della montagna che andremo ad affrontare. Un monte che all\u2019apparenza sembra cattivo, con una vetta biforcuta che insieme alla nuda roccia, mostra ampie chiazze di neve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo ci sar\u00e0 da divertirsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo che per arrivare al rifugio Dr. Heinrich Hackel H\u00fctte (1531 m.s.l.m.), dovremmo affrontare pi\u00f9 di 500 m. di dislivello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comodo sentiero che attraversa i verdi pascoli, molto presto si trasforma in una sorta di salita quasi priva di tornanti che non lascia tempo di riprendere fiato. Il gruppo si scompatta, e ognuno con il proprio ritmo intraprende la salita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pioggia aumenta, cos\u00ec finisce che dopo poco pi\u00f9 di un\u2019oretta siamo tutti al rifugio dove ci aspettava la restante parte del gruppo degli amici tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi minuti per posare gli zaini nella camerata, e via tutti riuniti davanti la stufa con delle belle birre ghiacciate per ristabilire i liquidi persi durante la salita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In poco tempo viene servita la cena, con piatti i cui nomi stento a ricordare. Mentre divoriamo ogni sorta di salsiccia, wrustel o altra roba austriaca, cerchiamo di capire dagli amici tedeschi cosa ci aspetta il giorno successivo in grotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica cosa che risulter\u00e0 chiara saranno i 600 m. di dislivello da percorrere in almeno due ore per arrivare alla Eiskogelh\u00f6hle, meraviglia della natura come ci ricordano le numerose foto appese lungo i corridoi dell\u2019Hackel-H\u00fctte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mattina successiva sveglia presto, improbabile colazione austriaca con un mix dolce-salato che mi porter\u00f2 sullo stomaco per almeno due ore, e via si parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte del gruppo tedesco \u00e8 partito prima, mentre noi ci aggreghiamo dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La salita comincia a farsi sempre pi\u00f9 ripida, e gli zaini sempre pi\u00f9 pesanti. Qualcuno di noi riesce a tenere un buon passo, qualcuno rimane un po\u2019 pi\u00f9 indietro. \u00c8 giusto non forzare per evitare di arrivare in grotta gi\u00e0 stremati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente svalichiamo la parte pi\u00f9 ripida, e il paesaggio tipicamente alpino non fa rimpiangere neanche minimamente lo sforzo fatto per arrivare fin l\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un\u2019ora e mezza circa, arriviamo davanti la grotta, non capendo perch\u00e9 i tedeschi ci avevano detto che erano necessarie due ore e mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi minuti e siamo tutti pronti ad entrare in questa fatidica, bellissima, ma ancora misteriosa cavit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entriamo dopo il gruppo tedesco che intanto \u00e8 andato avanti ad armare alcuni pozzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ingresso presenta un cancello ed alcuni cartelli che non ho capito cosa volessero dire, dopodich\u00e9 un\u2019improbabile scaletta di ferro attaccata non so dove discende il pozzetto di ingresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Percorriamo il primo tratto, affrontando scale di alluminio in parete attaccate anche quelle non si sa come, traversi con corde del ferramenta ancorate su chiodi da roccia di trent\u2019anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun problema, si va avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grotta tutto sommato \u00e8 abbastanza grande e comoda finch\u00e8, attraversato un breve passaggio stretto, entriamo in quella che \u00e8 la Sala dei Titani, che come suggerisce il nome stesso \u00e8 di dimensioni veramente importanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraversiamo tutta la sala fino ad arrivare nel punto dove finalmente troviamo il tanto atteso ghiaccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indossiamo i ramponi, e con qualche incertezza iniziale ci infiliamo in una piccola condotta in discesa che ci porter\u00e0 chiss\u00e0 dove. La sensazione \u00e8 strana. Ghiaccio in grotta, ramponi in grotta, cose che per tutti sono novit\u00e0 assolute, che allo stesso tempo ci rendono euforici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccoci arrivati al primo pozzo, dove non ci sono spit o placchette ancorate alla solida roccia ad aspettarci, ma solo chiodi avvitati nel ghiaccio azzurro. L\u2019esperienza \u00e8 unica!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci troviamo circondati da enormi concrezioni di acqua ghiacciata alte decine di metri, mentre il pavimento e parte delle pareti sono ugualmente ricoperte da un grosso strato di solido ghiaccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scattiamo qualche foto, facciamo qualche ripresa, mentre tutti noi, forse un po\u2019 impacciati con i ramponi scherziamo sul fatto di non scivolare sul pavimento anche in discesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affrontiamo su corda una condotta in pendenza, grande, larga, neanche a dirlo ricoperta di ghiaccio. Il cuore batte forte mentre gli occhi cercano di andare oltre quello che il casco illumina. Un frazionamento ed ecco che si apre un altro spettacolo ai nostri occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una grandissima sala con una serie di cascate ghiacciate altissime, che risplendono di riflessi azzurri alla luce dei nostri caschi. Continua la discesa lungo questo tappeto di ghiaccio fino ad arrivare alla base di queste imponenti formazioni cristalline.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La meraviglia risplende sui volti di tutti noi che, come dei bambini ci aggiriamo ad esplorare tutta la zona come se fosse un parco giochi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grotta continua con formazioni altrettanto belle ed imponenti. Mai vista una cosa del genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale scatto, poi una foto di gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il freddo comincia a farsi sentire e cos\u00ec qualcuno di noi riprende la strada del ritorno. Risalire un pozzo di ghiaccio \u00e8 cosa tutt\u2019altro che semplice. Si scivola e bisogna capire come mettere i ramponi per evitare di danneggiare la corda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendiamo la strada dell\u2019uscita, fermandoci qua e l\u00e0 a fare qualche foto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Usciamo dalla parte di ghiaccio, ritorniamo nell\u2019immenso salone dei Titani, fino a raggiungere la scaletta di uscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tedeschi sono dietro di noi, cos\u00ec ancora presi dall\u2019esperienza appena vissuta, ci cambiamo e carichiamo gli zaini sulle spalle. La discesa per il ritorno \u00e8 lunga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rifugio Hackel-H\u00fctte ha il sapore di una ricompensa. Il sole splende e, appena arrivati, ci godiamo il panorama e il tepore del sole con in mano una bella birra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci raggiungono gli amici tedeschi che piano piano si aggregano a noi cos\u00ec, dopo una foto di gruppo, andiamo tutti insieme a cena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il men\u00f9 \u00e8 fisso, un piatto nepalese (come d\u2019altronde \u00e8 il cuoco), un bel dolce leggero come un macigno, e fiumi di birra e buon vino che abbiamo portato sia per l\u2019occasione, sia perch\u00e9 era il compleanno di Mauro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La serata vola, attraverso linguaggi internazionali, che vanno da un mix italiano-spagnolo, fino ad arrivare ad un improbabile inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una festa nel vero senso della parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I saluti la mattina seguente sono veloci. Siamo tutti un po\u2019 stanchi, e il lungo viaggio di ritorno non ci consente purtroppo di prendere le cose con troppa calma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scendendo verso il parcheggio, lasciamo quel panorama incantato che il sole scaldava, immergendoci nella nebbia del fondo valle che, una volta arrivati alle macchina ci impedisce di girare lo sguardo verso quel monte che tanto abbiamo amato per questi fantastici due giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un saluto ed un ringraziamento particolare ai nostri amici tedeschi per averci regalato questa occasione, in particolare a G\u00fcnther che, da quello che ho capito, \u00e8 stato il vero artefice di questa avventura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ragazzi, comunque sia andata, il carro armato lo abbiamo vinto noi!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marco Puletti<\/p>\n<p>Guarda tutte le foto su:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/buioverticale\/sets\/72157648272990642\/\" target=\"_blank\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/buioverticale\/sets\/72157648272990642\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>26-28 ottobre 2014 Mt. 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