{"id":1843,"date":"2014-07-14T13:50:10","date_gmt":"2014-07-14T11:50:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buioverticale.it\/?p=1843"},"modified":"2014-07-14T13:50:10","modified_gmt":"2014-07-14T11:50:10","slug":"la-maledizione-dello-staffa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/la-maledizione-dello-staffa\/","title":{"rendered":"La maledizione dello Staffa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P7130738-001.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1844\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P7130738-001-300x200.jpg\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>13 luglio 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grotta di Monte Cucco, Costacciaro (PG)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrava una maledizione, o una strana congiura degli eventi, che non si riuscisse mai ad andare al Salone Staffa; eppure non \u00e8 affatto irraggiungibile, anzi, per\u00f2 rimaneva una delle poche zone della grotta che ancora non avevamo visitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta era stato il maltempo, un\u2019altra volta un contrattempo o un impegno improvviso, altre volte c\u2019erano stati cambi di programma o di itinerario, insomma sta il fatto che delle 4 o 5 volte in cui avevamo deciso di visitare quest\u2019area del Monte Cucco avevamo sempre dovuto rinunciare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi per\u00f2 siamo qui, siamo in quattro: io, Claudio, Valerio e Giorgio, gli unici a rispondere alla convocazione in extremis; abbiamo corde e moschettoni in abbondanza, nulla ci pu\u00f2 fermare! Oppure no\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il dubbio che ci assale dopo aver cercato per un\u2019oretta abbondante strisciando tra cunicoli fangosi per centinaia di metri, eppure era da queste parti l\u2019ingresso, cos\u00ec mi avevano detto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Labirintica, un pochino snobbata e poco conosciuta questa zona della grotta \u00e8 meravigliosa: stalattiti, stalagmiti e ogni altra bizzarra forma di concrezione, alcune immacolate, bianchissime e poi gallerie vergini o pochissimo frequentate, cunicoli, strettoie, gallerie tonde bellissime che sembrano continuare all\u2019infinito un intrico di vuoti e pieni che rapisce lo sguardo e confonde la mente. Dietro ogni cunicolo che sembra chiudere una possibile prosecuzione, un buco dove non sembrava e invece si riesce a passare agevolmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo solo una vaga idea di dove sia l\u2019ingresso, pochi i segni per orientarsi: \u201cdi qui ci siamo gi\u00e0 passati!\u201d \u201csi si, mi ricordo quella colonna\u201d \u201cl\u00e0 c\u2019\u00e8 una freccia\u201d \u201canche qui c\u2019\u00e8 una freccia\u201d\u2026 alla fine \u00e8 quasi un gioco, ci infiliamo a turno per un paio d\u2019ore scovando nuovi passaggi, nuove combinazioni di cunicoli per arrivare sempre nello stesso punto: \u201cragazzi qui chiude\u201d \u201cqui continua, si sta in piedi\u201d \u201ccavolo qui non c\u2019\u00e8 passato mai nessuno ma continua alla grande\u201d \u201cqui c\u2019\u00e8 una strettoia bestiale, ma poi allarga e c\u2019\u00e8 un pozzo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infangati fino al midollo decidiamo di perseverare, le proviamo tutte: \u201cfinch\u00e9 non si trova la sala non si esce!\u201d. Seguiamo le frecce, seguiamo le tracce pi\u00f9 evidenti, seguiamo il fumo della sigaretta di Giorgio, percorriamo gallerie tondissime parallele, saliamo e scendiamo di livello come in un enorme formicaio, alla fine la logica ci porta a ritornare sempre allo stesso bivio, guardiamo meglio, accidenti deve essere qui da qualche parte il passaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti proprio sotto i nostri piedi, nella posizione meno intuitiva, nascosto dietro una tendina di roccia un passaggio che conduce a un livello pi\u00f9 basso di gallerie, mi infilo, qui i segni del transito sono evidenti, salgo ancora fino a raggiungere la testa di un pozzetto di 6-7 metri. Una vecchia corda di canapa arrotolata e lasciata l\u00ec a marcire mi conferma che ci siamo: \u201cl\u2019ho trovato ragazzi, stavolta sono sicuro\u201d. Gli altri mi seguono riluttanti, anche loro hanno trovato un\u2019altra via, ma verso l\u2019alto, con gallerie enormi che salgono e scendono, insisto e dopo poco arrivano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caliamo una corda e scendo, chiss\u00e0 da quanto tempo nessuno viene pi\u00f9 in questa parte della grotta, segni di frequentazione molto pochi tanto che fatico a trovare la via principale, altro restringimento, saletta e poi di fronte a me la sala. Il famigerato Salone Staffa, me lo immaginavo diverso, pi\u00f9 alto che stretto, invece \u00e8 largo e basso, sotto detrito di frana, sopra drappeggi e meravigliose candide stalattiti, sembra di essere in un\u2019altra grotta, Monte Cucco non \u00e8 cos\u00ec pulita di solito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scendo disarrampicando, in fondo \u00e8 scivoloso e la sala \u00e8 inclinata di circa 45 gradi in discesa, chiamo gli altri che arrivano con il sacco con le corde, meglio essere prudenti, dal rilievo sembra solo una grossa discesa ma meglio mettere gi\u00f9 una corda per aiutarsi, in caso di scivoloni si arriva in fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente ci siamo dunque, davvero un bel luogo, inusuale all\u2019interno di questa grotta, le concrezioni sono candide, tracce umane poche, solo qualche resto di immondizia degli anni \u201970, una specie di mondo perduto dentro la grande grotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivati al fondo della sala, presi da una sorta di frenesia esplorativa, cominciamo a infilarci in tutti i cunicoli che vediamo, ci sentiamo quasi come i primi esploratori, ci sono pochissimi segni di passaggio, qualche scritta degli anni \u201970 e \u201980, per noi \u00e8 tutto nuovo, tutto da scoprire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro ogni sasso ci pu\u00f2 essere un passaggio per un nuovo meraviglioso mondo, non sappiamo cosa ci aspetta, proviamo a infilarci in vari cunicoli ma proseguiamo solo per pochi metri o incontriamo dei piccoli pozzi, aria niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decidiamo infine di percorrere una galleria riccamente concrezionata quasi alla base della sala, facciamo attenzione a non sporcare, proseguiamo per una cinquantina di metri passando carponi tra le colonne, poi una strettoia, poi un\u2019altra pi\u00f9 stretta, riusciamo a passare solo io e Claudio, i pi\u00f9 smilzi, altri cinquanta metri in un meandro stretto che a tratti sbuca in delle salette, un ultimo passaggio stretto e quella che sembra la fine della condotta\u2026 oppure no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un\u00a0 caposaldo del rilievo, leggiamo una scritta CAI PG 1-1-73, in alto alcuni camini che per\u00f2 chiudono, un pozzetto sotto al quale si sente scorrere acqua, uno spit, poco altro, sulla destra un cunicolo strettissimo e lungo qualche metro, oltre l\u2019ignoto, almeno per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un attimo di esitazione, cavolo quanto \u00e8 stretto, ma qualcuno ci \u00e8 gi\u00e0 passato, lancio un sasso, rotola in discesa per molto, decido di tentare, forzando passo, oltre riesco e rigirarmi e a guardare in basso, un altro sasso per confermare che non ci sia un pozzo e mi infilo in un meandro scivolosissimo e stretto i discesa\u2026 e se poi non riesco a tornare su? Ok provo! Scendo un po\u2019 ma in fondo un buchino delle dimensioni di una mela mi sbarra la strada, ok \u00e8 finita qui, ci lancio dentro un sasso, continua ancora a rotolare per qualche metro, forse oltre il restringimento \u00e8 percorribile, bisogner\u00e0 tornare per indagare meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torniamo indietro anche per rassicurare gli altri che aspettano oltre la prima strettoia, poi verso il Salone, quante cose ci sono da vedere quaggi\u00f9, ci sembra un parco giochi, non vorremmo mai smettere di girare per queste gallerie a noi sconosciute, mangiamo qualcosa e decidiamo di tornare, scattiamo qualche foto, il posto merita, dietro di noi lasciamo tanti punti interrogativi, torneremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risaliamo smontiamo le corde poi ci togliamo qualche altro sfizio, risaliamo su per una candida cascata di concrezioni e arriviamo su un piano parallelo superiore, percorriamo qualche centinaio di metri di gallerie in discesa, tonde bellissime, sentiamo delle voci, sono altri speleologi che passano al Salone Saracco, da questa prospettiva stentavamo a orientarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passiamo a riprendere i sacchi abbandonati lungo il percorso e cominciamo a risalire verso il Baratro. Non sembra ma siamo dentro da qualche ora e non ci siamo fermati mai, la stanchezza un pochino si sente perch\u00e9 abbiamo strisciato e camminato per ore, sopra di noi le luci e le voci dei ragazzi marchigiani e abruzzesi che abbiamo incrociato scendendo che tornano dal Canin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Li raggiungiamo al Perugia, ci accodiamo e scambiamo quattro chiacchiere, alle 18:30 siamo tutti fuori, infangati e felici, facciamo quattro chiacchiere mentre aspettiamo i ritardatari, il tempo sta cambiando, meglio tornare alle macchine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un saluto veloce ai nostri compagni di viaggio, poi la consueta meritata birretta da Walter.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maledizione dello Staffa \u00e8 stata spezzata, torneremo presto a fare nuove foto, a strisciare nel fango, a cercare nuovi passaggi, ormai la strada l\u2019abbiamo imparata bene&#8230; o forse no!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mirko<\/p>\n<pre>[AFG_gallery id='59']<\/pre>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>13 luglio 2014 Grotta di Monte Cucco, Costacciaro (PG) Sembrava una maledizione, o una strana congiura degli eventi, che non si riuscisse mai ad andare al Salone Staffa; eppure non \u00e8 affatto irraggiungibile, anzi, per\u00f2 rimaneva una delle poche zone della grotta che ancora non avevamo visitato. 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