{"id":124,"date":"2013-01-26T02:29:12","date_gmt":"2013-01-26T01:29:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buioverticale.it\/?p=124"},"modified":"2013-01-26T02:29:12","modified_gmt":"2013-01-26T01:29:12","slug":"ciaspolata-sui-monti-sibillini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/ciaspolata-sui-monti-sibillini\/","title":{"rendered":"Ciaspolata sui Monti Sibillini"},"content":{"rendered":"<div>\n<figure id=\"attachment_127\" aria-describedby=\"caption-attachment-127\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ciaspolata-sui-monti-sibillini-3605-002.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-127\" alt=\"Foto Mirko Berardi\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ciaspolata-sui-monti-sibillini-3605-002-300x211.jpg\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ciaspolata-sui-monti-sibillini-3605-002-300x211.jpg 300w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ciaspolata-sui-monti-sibillini-3605-002-596x420.jpg 596w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ciaspolata-sui-monti-sibillini-3605-002-696x490.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ciaspolata-sui-monti-sibillini-3605-002.jpg 728w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-127\" class=\"wp-caption-text\">Foto Mirko Berardi<\/figcaption><\/figure>\n<p>26 gennaio 2103<\/p>\n<p>Da Forca Canapine a Forca di Presta,\u00a0Parco Nazionale dei Monti Sibillini<\/p>\n<p>Una giornata che inizia presto, dal venerd\u00ec sera per alcuni di noi, io e Arca decidiamo infatti di \u201cfare serata\u201d a Recanati, fermandoci a dormire da Mauro, partiamo da Gubbio verso le 19:00 e per cena siamo l\u00ec. Una birretta al pub, quattro risate, due birre e in men che non si dica siamo gi\u00e0 a letto, da bravi bambini.<\/p>\n<p>La mattina inizia un po\u2019 di corsa, ci svegliamo in ritardo, strano a dirsi, colazione volante e via per i vicoli di Recanati al rendez vuos con gli amici di Mauro e Lara. Gran rimescolio di bagagli e zaini da una macchina all\u2019altra, carichiamo la Meriva di Mauro fino allo scoppio e partiamo. Ancora non lo sappiamo ma sar\u00e0 un viaggio rocambolesco, per strada raccogliamo altri pezzi della nostra spedizione, telefonate, conferme, defezioni, alla siamo un bel gruppetto. Ci addentriamo a velocit\u00e0 di curvatura nelle campagne marchigiane, Tolentino, Visso e poi su verso Castelluccio di Norcia\u2026 e qui cominciano le beghe!!<\/p>\n<p>Neve, tanta neve fresca, caduta nella notte e accumulata dal vento, appare subito evidente che nonostante il solerte lavoro degli spazzaneve saremo costretti a montare le catene; una sbandata qua, una l\u00e0, e siamo gi\u00e0 fuori dalla macchina a cercar di capire dove sono le catene e soprattutto, come si montano. Naturalmente le catene sono seppellite in fondo al portabagagli, ma una volta recuperate montarle \u00e8 pi\u00f9 semplice e veloce del previsto. Dietro di noi la macchina dei colleghi di Mauro e Lara arranca con fatica, scopriremo poi che non era ben attrezzata per la neve e che probabilmente il pilota, certamente lupo di mare era poco avvezzo al bianco e gelato mondo che ci ospitava.<\/p>\n<p>Raggiunto faticosamente il valico Castelluccio di Norcia e il Pian Piccolo ci appaiono d\u2019incanto tra le nuvole come un luogo fatato, bianche e gelide colline coperte da un manto candido dove a tratti risplende tra le nuvole un sole lucente e spicchi di cielo di un celeste brillante. Saliamo fino a Castelluccio di Norcia, brulicante di vita nonostante gli 8 gradi sotto zero, un pastore maremmano che passeggia con i cuccioli, gente che scia, altri con le racchette da neve, c\u2019\u00e8 chi fuma, chi mangia, chi chiacchiera; noleggiamo le ciaspole per gli sprovvisti, salutiamo altri colleghi di Mauro che ci aspettavano l\u00ec e aspettiamo, aspettiamo gli altri che ci seguivano, che non si vedono arrivare all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Per ora siamo in perfetto orario per l\u2019incontro con Lorenzo (che dopo una lunga assenza torna a farci compagnia) e la compagine eugubina che ci aspetta gi\u00e0 a Forca Canepine. Dopo circa un\u2019ora vediamo arrivare in lontananza la sagoma dell\u2019auto dei nostri compagni di avventura, l\u2019incedere \u00e8 lento e impacciato, li aspettiamo e poi via alla volta di Forca Canapine attraversando il Pian Grande dove la neve, la nebbia e il sole si divertono a creare scenari mozzafiato degni del polo sud.<\/p>\n<p>Ci sentiamo gi\u00e0 arrivati ma.. ancora problemi, non arriviamo mai, mancano due chilometri ma ci vorr\u00e0 ancora un\u2019ora (come scopriremo poi), dobbiamo incontrare per strada altri amici, convincere gli altri che vale la pena affrontare queste peripezie, convincere chi ci aspetta da due ore a portare pazienza e placare la fame che ci sta aggredendo. Insomma un bel lavoro di diplomazia e di nervi, come al solito quando si organizza qualcosa con molte persone provenienti da luoghi diversi e con diverse attitudini bisogna fare un grosso sforzo di mediazione e di pazienza.<\/p>\n<p>Dopo una mattinata e un viaggio interminabile il rifugio di Forca Canapine ci appare come un miraggio, un\u2019oasi di vita nel bianco deserto circostante, c\u2019\u00e8 gente che scia, chiacchiera, ride e si diverte, siamo nel posto giusto. Francesco, Lorenzo e Cristina ci aspettano da due ore, facciamo un\u2019ultima conta dei sopravvissuti all\u2019epico viaggio e siamo pronti, o quasi, c\u2019\u00e8 da vestirsi e prepararsi ma ormai siamo qui e l\u2019euforia sale, in un batter d\u2019occhio siamo gi\u00e0 in cammino.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto questo facile itinerario in cresta vuoi per la preparazione non omogenea dei partecipanti ma anche perch\u00e9 le abbondanti nevicate dei giorni passati hanno reso instabili i pendii accrescendo di molto il rischio valanghe, a fine giornata apprenderemo che la nostra scelta \u00e8 stata saggia visto che si sono verificate slavine e piccole valanghe che hanno coinvolto escursionisti e sciatori che si sono avventurati lungo percorsi pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>La neve \u00e8 compatta e farinosa, i gradi sotto zero sono da 5 a 7 ma non c\u2019\u00e8 vento e qualche timido raggio di sole ci accompagna lungo gran parte del tragitto facendo un balletto con le nuvole e la nebbia che ogni tanto ci avvolge repentinamente. Raramente si affonda fino al ginocchio, anche senza ciaspole, il cammino procede lungo creste e docili colline, agli scherzi, le risate e qualche foto di rito si alternano disquisizioni filosofiche, politiche e ragionamenti intorno all\u2019amicizia, all\u2019amore e ai massimi sistemi dell\u2019universo.<\/p>\n<p>Nel candore del paesaggio solo le orme di chi ci ha preceduto ci indicano la strada, a tratti le nuvole si addensano, a volte il sole fa capolino in un\u2019atmosfera ovattata, anche i suoni e i nostri schiamazzi sembrano attutiti, smorzati, quasi la natura volesse ricordarci quanto piccoli siamo al suo cospetto.<\/p>\n<p>D\u2019un tratto il sentiero si fa pi\u00f9 stretto e ripido e il versante sotto di noi si perde a monte e a valle \u00a0tra le nuvole, bisogna salire tra le nuvole, tra il vento sferzante, fino alla sella, alcuni pensano di rinunciare, di mangiare qua e poi tornare indietro, ma rompiamo gli indugi e cominciamo a salire, \u00e8 una faticaccia, l\u2019irto pendio sembra non finire mai ma la visione che ci aspetta in cima ci ripaga di ogni sforzo.<\/p>\n<p>Quass\u00f9 non c\u2019\u00e8 vento e i raggi del sole riscaldano i nostri visi congelati, all\u2019orizzonte le cime delle montagne circostanti spuntano candide tra le nuvole, il cielo \u00e8 di un celeste intenso e il sole ridipinge di colore tutto quel che fino a un momento prima era solo una sfumatura di bianco e grigio. Mangiamo qualcosa e aspettiamo che tutti arrivino e si rifocillino un po\u2019 crogiolandoci al sole come foche sulla banchisa al polo nord.<\/p>\n<p>Poi il sole sparisce e il vento porta nuove nuvole, comincia a essere freddo, non abbiamo raggiunto Forca di Presta ma manca e comunque \u00e8 ora di tornare, tra qualche ora sar\u00e0 buio, soddisfatti e appagati dalla vista incantevole e dal lauto pasto ci avviamo verso il ritorno. Percorriamo un tragitto diverso rispetto all\u2019andata ma ugualmente spettacolare, attraversando boschi e colline dove la neve si \u00e8 accumulata maggiormente e in alcuni brevi tratti si affonda fino alla vita, i faggi ricoperti di candidi e geometrici cristalli di galaverna si sono piegati sotto il peso del gelo e della neve a formare un bianco tunnel in corrispondenza del sentiero.<\/p>\n<p>Come al solito il percorso di ritorno sembra infinitamente pi\u00f9 breve e in un batter d\u2019occhio siamo gi\u00e0 al rifugio dove, spogliati delle nostre attrezzature, ci concediamo un po\u2019 di relax tra una birra, un dolcetto e quattro chiacchiere distensive.<\/p>\n<p>Un saluto affettuoso, ai compagni di avventura, un augurio di rivedersi e rincontrarsi quanto prima e poi via, ognuno per la sua strada.<\/p>\n<p>Noi riprendiamo la nostra e nella tarda serata siamo a casa, stanchi ma felici di aver vissuto un\u2019altra bella giornata in buona compagnia e in un luogo incantevole.<\/p>\n<p>Mirko Berardi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[AFG_gallery id=&#8217;5&#8242;]<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>26 gennaio 2103 Da Forca Canapine a Forca di Presta,\u00a0Parco Nazionale dei Monti Sibillini Una giornata che inizia presto, dal venerd\u00ec sera per alcuni di noi, io e Arca decidiamo infatti di \u201cfare serata\u201d a Recanati, fermandoci a dormire da Mauro, partiamo da Gubbio verso le 19:00 e per cena siamo l\u00ec. 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