{"id":1180,"date":"2013-09-18T21:32:52","date_gmt":"2013-09-18T19:32:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.buioverticale.it\/?p=1180"},"modified":"2013-09-18T21:32:52","modified_gmt":"2013-09-18T19:32:52","slug":"la-grotta-di-san-donino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/la-grotta-di-san-donino\/","title":{"rendered":"La Grotta di San Don\u00ecno"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/IMG_7346-IMG_7350.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1183\" alt=\"IMG_7346-IMG_7350\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/IMG_7346-IMG_7350-300x153.jpg\" width=\"300\" height=\"153\" \/><\/a><\/p>\n<p>01 agosto 2013<\/p>\n<p>Parco regionale del Monte Cucco, Umbria<\/p>\n<p>\u00c8 un caldo pomeriggio d\u2019agosto quando il telefono squilla.<\/p>\n<p>Ci sono scelte difficili nella vita, il fresco e comodo divano dopo una mattinata faticosa o una passeggiata per i monti\u2026 Se non fosse Euro che me lo chiede la scelta sarebbe scontata, e poi l\u2019idea di tornare alla Grotta di San Donino gi\u00e0 visitata molti anni fa proprio con Euro mi piace.<\/p>\n<p>Si si, oggi ci si scrolla di dosso la pigrizia che l\u2019afa acuisce e si va alla scoperta delle meraviglie della natura.<\/p>\n<p>Puntuale arriva Euro e si parte, parcheggiata la macchina ci incamminiamo per il sentiero che a dire il vero tanto sentiero non \u00e8 visto che la vegetazione ha occultato tutti i segni del passaggio dell\u2019uomo. Solo una lieve traccia ci guida tra ginestre, cespugli e rovi, il percorso \u00e8 a tratti agevole, a volte intricato. Risultato, a parte la fatica, una compilation di graffi pi\u00f9 o meno sanguinanti e una quantit\u00e0 di spine infilzate addosso che farebbero invidia a un\u2019istrice.<\/p>\n<p>Naturalmente il percorso \u00e8 allietato dalla consueta dose di chiacchiere e discorse sui temi pi\u00f9 disparati, dai massimi sistemi del\u2019universo alla Salvia glutinosa, dalle grotte alle donne e via dicendo.<\/p>\n<p>Il percorso lungo il greto del torrente \u00e8 un po\u2019 accidentato, l\u2019inverno \u00e8 stato intenso e i rami e gli alberi caduti ci costringono a continue deviazioni. Qualche breve tratto in arrampicata, l\u2019ultimo aiutandosi con la vecchia corda messa da Euro stesso anni addietro per facilitare la ripida risalita.<\/p>\n<p>Ci siamo, l\u2019ampio androne si apre di fronte a noi in tutta la sua maestosit\u00e0, e pensare che \u00e8 praticamente sconosciuto ai pi\u00f9 e poco visitato anche se le tracce di assidua frequentazione nel passato sono evidenti.<\/p>\n<p>Qualche attimo di relax, qualche chiacchiera ancora, il tempo di fare alcune foto e si riparte.. percorso di ritorno agevole e condito con le consuete conversazioni sulla natura, sulla vita, la storia, la speleologia e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta..<\/p>\n<p>Insomma un\u2019altra giornata alla scoperta dei misteri della montagna in ottima compagnia..<\/p>\n<p>Alla prossima avventura.<\/p>\n<p>Mirko Berardi<\/p>\n<p>P.s. di seguito \u00e8 riportato lo scritto dell\u2019amico Euro Puletti nel quale si descrive proprio la Grotta di San Donino<a href=\"https:\/\/www.maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/IMG_7359.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-1\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1186\" alt=\"IMG_7359\" src=\"http:\/\/www.buioverticale.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/IMG_7359-225x300.jpg\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/IMG_7359-225x300.jpg 225w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/IMG_7359-315x420.jpg 315w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/IMG_7359-696x928.jpg 696w, https:\/\/maurobarbacci.it\/buioverticale\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/IMG_7359.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>La Grotta de San Don\u00ecno o Grotta sotto la P\u00ecgnola<\/h2>\n<p>(Monte Cucco, loc. Mostraculo. Tav. Costacciaro F. 116 II SO.<br \/>\nlong. 0\u00b0 16\u2019 27\u2019\u2019 E, lat. 43\u00b0 21\u2019 55\u2019\u2019 N, altitudine m 750 s.l.m. Roccia in posto: Maiolica)<\/p>\n<p>Al termine d\u2019una breve forra ascendente, si apre la Grotta de San Don\u00ecno. Il suo ingresso, cupuliforme, domiforme (raggiungibile con un tempo di percorrenza di circa 50 minuti) di prospetto, \u00e8 alto intorno ai venti metri, mentre lo sviluppo spaziale interno della cavit\u00e0 si aggira sui 35 m per una larghezza massima di 25 m circa.<\/p>\n<p>La grotta dal suolo in salita, digrada lentamente in altezza, dai 20 m iniziali ai 15 m della porzione centrale sino agli 8 di quella terminale. Il fondo della cavit\u00e0 si presenta come uno zoccolo rialzato fatto di colate calcitiche e di stalattiti smantellate dall\u2019erosione o asportate dall\u2019uomo in epoca antica.<\/p>\n<p>Interessante questa parte della grotta per le alghe rosse che tappezzano le umide pareti terminali e per la roccia crivellata dall\u2019intenso stillicidio dei mesi favorevoli alle precipitazioni meteoriche. Interessanti risultano pure talune colate calcitiche presenti nel settore iniziale sinistro della cavit\u00e0, poco prima di una rientranza rocciosa.<\/p>\n<p>Sempre da questo lato, poco dopo oltrepassato l\u2019ingresso sono da notare due artefatti umani consistenti in altrettanti inc\u00e0vi sovrapposti, realizzati a forza di scalpello nella viva roccia calcarea, ed atti ad ospitare travature per tettoie. Vicino a queste inc\u00e0vi vi \u00e8, poi, una canaletta, che doveva servire a raccogliere l\u2019acqua di stillicidio della cavit\u00e0, convogliandola in modesti bacini di raccolta.<\/p>\n<p>Sotto questa porzione della grotta pietre esigui resti di pietre acconce lasciano intravedere i vestigi d\u2019antichi rifugi pastorali od eremitici. In quest\u2019area, chi scrive reper\u00ec, in superficie esigui frammenti d\u2019antichi laterizi e di vasellame. Poco oltre questa zona, prima della succitata rientranza rocciosa, i resti di un muro a secco ci parlano dell\u2019antichissima frequentazione, specie a scopo pastorale di questa cavit\u00e0, la quale, bench\u00e9 si intraveda dal monumento ai caduti di Costacciaro, resta di non facile accessibilit\u00e0.<\/p>\n<p>I pastori d\u2019un tempo, per renderne pi\u00f9 pervio l\u2019accesso crearono un sentierino accosto alla parete sinistra della grotta, sentierino superante un esiguo passo roccioso, attraverso un piccolo muro a secco di sostruzione, ancor oggi visibile. La grotta serv\u00ec da luogo per far \u201cammeriggiare\u201d le greggi, specie quelle di capre.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 assai luminosa, asciutta e calda e, proprio per questo, la vegetazione \u00e8 riuscita a colonizzarla fino a circa met\u00e0 della sua lunghezza. Un orniello vi cresce quasi al centro, un raro alloro (Laurus nobilis), vegeta poco distante dal citato orniello.<\/p>\n<p>La marcia di ritorno dalla grotta presenta qualche rischio, rischio legato essenzialmente al fondo, scosceso e sconnesso, a causa della presenza di caotici massi di frana. Tale cavit\u00e0 \u00e8 stata formata dal Fosso dell\u2019Acqua Ghiacciata, o da un suo affluente, il quale precipitando in forma di cascata ha, per erosione regressiva, scalzato il piede della parete rocciosa alla cui base si infrangevano le sue acque, creando violenti vortici e spruzzi.<\/p>\n<p>Mancando di sostegno, gli strati rocciosi soprastanti sono precipitati per forza di gravit\u00e0 facendo ampliare l\u2019ambiente fino a far raggiungere ad esso le dimensioni attuali. Poco sotto l\u2019antro, il Fosso dell\u2019Acqua Ghiacciata, che 300 m pi\u00f9 in alto, sempre al piede di un risalto roccioso, ha formato la Grotta de Sant\u2019Agnese, si raccorda da sinistra al Torrente Fossa Secca, che \u00e8 qui molto interessante per la presenza di ammoniti fluitate da corso d\u2019acqua in r\u00e8gime di piena, per la presenza del faggio a bassissima quota, vegetante assieme al leccio, al frassino ed a piante di ciliegio selvatico (Prunus avium).<\/p>\n<p>Molto abbondante, specie nella gola sottostante l\u2019area di Campo la Croce, felci del genere Polypodium, dai nostri pastori chiamata \u201cregol\u00eczio\u201d, a causa della radice ed\u00f9le, dallo spiccato sapore di liquirizia. Molto presente, anche con individui di notevoli dimensioni, una bella euforbia (pianta dal lattice velenoso!), l\u2019euforbia a foglie di mandorlo (Euphorbia amigdaloides). La marcia di ritorno dalla grotta necessita di circa 35 minuti di cammino.<\/p>\n<p>La cavit\u00e0 \u00e8 stata rilevata da Euro Puletti e Federico Smacchi il 18-8-2001.<\/p>\n<p>Euro Puletti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>01 agosto 2013 Parco regionale del Monte Cucco, Umbria \u00c8 un caldo pomeriggio d\u2019agosto quando il telefono squilla. 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